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I 10 luoghi più inospitali della terra

State scegliendo la destinazione per le vostre prossime vacanze? Cominciate con l’escludere alcuni luoghi che sono decisamente da evitare! Vi propongo ben dieci posti in giro per il mondo che, per un motivo o per l’altro, sono davvero poco ospitali.

Buford, Wyoming

Buford in Wyoming
Mentre fino a poco tempo fa poteva vantare una popolazione di ben due persone, al momento Buford ha un solo residente. Unito al fatto che si trova in Wyoming, lo Stato meno popoloso degli USA, questa cittadina deve essere decisamente uno dei posti più inospitali della terra.

Isola di Plastica del Pacifico

Isola di Plastica del Pacifico
Quest’isola è fondamentalmente un’immobile e gigantesca massa di spazzatura nel mezzo del Pacifico, composta da bottiglie di plastica, rifiuti chimici e qualsiasi genere di materiale di scarto riusciate a immaginare. Secondo recenti stime, le sue dimensioni sono maggiori di quelle della Spagna, forse anche di quelle degli Stati Uniti. Tanto vale andare a fare le vacanze negli USA…

Il Giardino dei Veleni di Alnwick, Inghilterra

Giardino dei Veleni di Alnwick
L’Alnwick Poison Garden (Inghilterra) non è né più e né meno di ciò che dice il nome: un giardino pieno di piante potenzialmente assassine. Alcune di queste piante sono così pericolose che devono essere tenute dietro delle sbarre, in alcuni casi sono anche protette da guardie. Se si decide di visitarlo, lo si fa a proprio rischio e pericolo. Le guide del parco avvisano: ”Qui potrebbe essere pericoloso anche annusare”.

Isola Ramree, Birmania

Isola Ramree in Birmania
Per quanto sia bella la Birmania, non c’è niente di bello nell’Isola Ramree. In realtà è solo un’enorme palude in cui vivono migliaia di coccodrilli d’acqua salata (tra i più letali al mondo), oltre a un mucchio di zanzare portatrici di malaria e diversi tipi di scorpioni velenosi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, vi si disputò una battaglia durata sei settimane, al termine della quale sopravvissero solo una ventina di soldati giapponesi… su 1000. La maggior parte di essi furono uccisi dalla fauna selvatica.

La Zona di Alienazione, Ucraina

Zona di Alienazione in Ucraina
Ammettendo già che Pripyat sarà difficilmente una delle destinazioni delle vostre prossime vacanze, la Zona di Alienazione è quell’area delimitata da un perimetro di 30 km intorno al luogo dell’incidente di Chernobyl. E’ gestita da un ramo specifico del governo, che non consente l’ingresso a nessuno, sebbene ci sia alcune centinaia di abitanti che si rifiutano ostinatamente di abbandonarla. Non è comunque una buona ragione per cui qualcuno dovrebbe desiderare entrarci.

Isola di Queimada Grande, Brasile

Isola di Queimada Grande in Brasile
Purtroppo per voi, l’Isola di Queimada Grande non è un paradiso tropicale da vacanza. In realtà si tratta di un’isola popolata da migliaia di serpenti, tanto è vero che il suo nome significa letteralmente “Isola dei Serpenti”. Ha la più alta concentrazione di serpenti nel mondo, con una media di 3 ferri di lancia dorati (Bothropoides insularis) per metro quadrato, ovviamente tutti molto velenosi. Attualmente il governo brasiliano permette l’accesso all’isola esclusivamente per motivi di ricerca.

Isola di Sant’Elena

Isola di Sant'Elena
Se, volenti o nolenti, siete finiti nello stesso luogo in cui Napoleone fu imprigionato e trascorse i suoi ultimi giorni di vita, c’è qualcosa che non va. Non che sia un posto particolarmente spiacevole, se non fosse che non dispone di in aeroporto e quindi l’unico modo per raggiungere o abbandonare l’isola è tramite navi container provenienti dal Sud Africa. Cosa che avviene solo poche volte l’anno.

Isole Izu, Giappone

Isole Izu in Giappone
Le Isole Izu sono un arcipelago di isole vulcaniche situate al largo della costa meridionale dell’isola di Honshu, in Giappone. Dal punto di vista amministrativo fanno parte della prefettura di Tokyo, sebbene qui la vita sia piuttosto complicata: sono di origine vulcanica e l’aria puzza costantemente di zolfo. I residenti di Miyakejima, una delle Isole Izu, sono stati evacuati due volte nel 1953 e nel 2000, a causa del “livello di gas pericolosamente alto”. Anche se nel 2005 è stato loro consentito di tornare, da allora sono tenuti a portare con sé delle maschere antigas in ogni momento, nel caso in cui il livello di gas salisse nuovamente in maniera inaspettata.

Vulcani di fango dell’Azerbaijan

Vulcani di fango in Azerbaijan
Certo, i vulcani di fango non sono così pericolosi come i loro cugini che sputano magma e lapilli, ma quando eruttano non sono esattamente un bello spettacolo. L’Azerbaijan è considerato la patria dei vulcani di fango, dal momento che ne ospita più della metà della totalità mondiale. Nel 2001, un vulcano di fango di 15 km a Baku ha fatto scalpore nel mondo quando improvvisamente ha iniziato ad espellere fiamme alte 15 metri e tonnellate di fango nella zona circostante. Non è proprio quello che si dice un luogo ospitale…

Dallol, Etiopia

Dallol in Etiopia
Il cratere di Dallol, situato nel nord-est dell’Etiopia, è considerato di diritto uno dei luoghi più inospitali della terra, trattandosi di una landa desertica dove le temperature possono raggiungere i sessanta gradi. Questa vasta zona desolata è il risultato dell’esplosione di una camera magmatica della Valle del Rift, posta sotto un importante deposito di sale, lasciato dopo che il Mar Rosso si era ritirato da questa depressione. E’ conosciuta per le sue curiose formazioni geologiche: sorgenti calde acide, montagne di zolfo, coni di sale, piccoli geyser gassosi, vasche di acidi isolate da cornici di cristalli di sale e concrezioni, di evaporiti, di zolfo, di cloruro di magnesio o di soda solidificati. Il tutto su un fondo bianco, giallo, verde o rosso ocra, colori dati dalla forte presenza di vari minerali.

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