La prima ora in Elden Ring può sembrare un labirinto: troppi sentieri, nemici capaci di eliminarti in pochi colpi e rune che rischi di perdere proprio quando inizi a sentirti sicuro. In questa guida a Elden Ring raccolgo un percorso pratico per le prime zone, consigli sulle statistiche, gestione delle armi, combattimento, boss principali e accesso all’espansione Shadow of the Erdtree.
La bussola giusta per iniziare senza perdersi
- Esplora Limgrave e la Penisola del Pianto prima di affrontare seriamente Margit.
- Porta il Vigore almeno a 20-25 nelle prime ore e potenzia un’arma invece di distribuirti su troppe.
- Le evocazioni spirituali e le Ceneri di guerra sono strumenti pensati per essere usati, non scorciatoie.
- Per la storia principale, procedi da Limgrave a Liurnia, Altus, Leyndell e alle Terre dei Giganti.
- Per Shadow of the Erdtree servono il Generale Radahn e Mohg, Signore del Sangue.
Dove andare nelle prime ore senza sprecare rune
Dopo il tutorial, io consiglio di non correre subito verso il Castello di Grantempesta. La direzione indicata dai Luoghi di Grazia è utile, ma non è un ordine obbligatorio: Elden Ring dà il meglio quando ti allontani dal percorso principale e torni più forte.
Il primo obiettivo concreto è attivare il Luogo di Grazia alla Chiesa di Elleh, poi raggiungere quello alla Porta. Qui ottieni la cavalcatura Torrente e puoi iniziare a muoverti rapidamente tra rovine, accampamenti e cripte. Cerca anche i frammenti della mappa, riconoscibili sulle mappe vuote grazie alle piccole sagome di stele.
Il giro che consiglio a ogni nuovo personaggio
- Esplora le rovine davanti alla Porta e recupera una Pietra di forgiatura per migliorare l’arma.
- Visita le cripte minori per trovare Ceneri spirituali, talismani e materiali.
- Attraversa la Penisola del Pianto a sud, un’area più accessibile di quanto sembri.
- Porta l’arma principale almeno a +3 o +4 prima di insistere con Margit.
- Torna al Castello di Grantempesta quando hai raggiunto circa il livello 25-35, senza considerare questo intervallo una regola rigida.
La Penisola del Pianto è spesso sottovalutata, ma offre ricompense eccellenti per una partita appena iniziata. Io la tratto come una palestra naturale: puoi imparare a leggere gli attacchi, raccogliere rune e migliorare l’equipaggiamento senza affrontare subito la pressione di un dungeon principale.
Se un nemico ti elimina in due colpi, non significa necessariamente che tu stia giocando male. Spesso significa che sei entrato in una zona pensata per più avanti. In quel caso, marca il luogo sulla mappa e torna dopo: fuggire è una scelta tattica, non una sconfitta.

Come costruire una build solida senza bloccarti
La classe iniziale determina soprattutto l’equipaggiamento e le statistiche di partenza. Non ti vincola per tutta la partita, quindi scegli in base al modo in cui vuoi combattere, non alla ricerca della classe perfetta.
| Classe | Stile consigliato | Perché può funzionare |
|---|---|---|
| Samurai | Destrezza e sanguinamento | Parte con una katana efficace e un arco utile per attirare i nemici. |
| Vagabondo | Forza e armi pesanti | Ha buoni punti vita e una base equilibrata per chi vuole usare scudi e spadoni. |
| Astrologo | Intelligenza e stregonerie | Permette di colpire da lontano, ma richiede attenzione a FP e posizionamento. |
| Confessore | Fede e combattimento ibrido | Combina armi corpo a corpo, incantesimi e una buona capacità di sopravvivenza. |
La mia regola è semplice: nelle prime ore investo soprattutto in Vigore, poi porto la statistica offensiva necessaria per l’arma scelta. Il Vigore aumenta i punti vita, mentre Forza, Destrezza, Intelligenza, Fede e Arcano migliorano tipi diversi di armi o magie.
Non distribuire punti ovunque. Una build con un po’ di Forza, Destrezza, Intelligenza, Fede e Arcano sembra flessibile, ma spesso infligge poco danno e non raggiunge i requisiti degli equipaggiamenti migliori. Fino a metà gioco preferisco concentrarmi su una statistica offensiva principale, con Vigore e Tempra abbastanza alti da sostenere lo scontro.
Statistiche e obiettivi pratici
- Vigore: circa 20-25 all’inizio, 35-40 a metà gioco e 50-60 nelle fasi finali.
- Tempra: aumenta la resistenza e il carico equipaggiamento, utile per non rotolare lentamente.
- Mente: serve soprattutto a chi usa spesso magie, abilità o Ceneri di guerra.
- Statistica offensiva: scegline una e verifica il ridimensionamento dell’arma, indicato dalle lettere nella schermata dell’equipaggiamento.
Per le armi normali utilizzi Pietre da forgiatura, mentre quelle speciali richiedono Pietre da forgiatura funeree. Non potenziare cinque armi contemporaneamente: all’inizio le risorse sono limitate e una singola arma a +5 o +6 è spesso più utile di un arsenale mediocre.
Il combattimento premia il metodo, non la fretta
Il sistema di combattimento sembra lento solo finché provi a giocarlo come un action game tradizionale. Ogni attacco consuma tempo, stamina e posizione. Io cerco prima di capire il ritmo del nemico, poi scelgo se schivare, parare, usare lo scudo o interrompere lo scontro.
La schivata non serve soltanto a cambiare posizione. Durante una parte dell’animazione offre invulnerabilità temporanea, ma rotolare troppo presto o nella direzione sbagliata ti lascia esposto. Contro molti boss è più sicuro schivare verso l’attacco, finire alle loro spalle e colpire una sola volta.
Le meccaniche che fanno davvero la differenza
- Attacchi caricati: danneggiano la postura e possono aprire il nemico a un colpo critico.
- Contrattacchi in guardia: dopo aver bloccato un colpo con lo scudo, l’attacco pesante può spezzare rapidamente la postura degli avversari comuni.
- Salti offensivi: utili contro nemici grandi e spesso più efficaci di una lunga combo a terra.
- Attacchi a distanza: arco, incantesimi e oggetti servono anche per separare un avversario dal gruppo.
- Stealth: accovacciarti permette di eliminare bersagli isolati e ridurre il rischio negli accampamenti.
La postura è una sorta di equilibrio nascosto del nemico. Quando si spezza, l’avversario resta vulnerabile a un colpo critico. Per questo alternare attacchi normali, colpi caricati e salti può essere più efficace che premere rapidamente il tasto dell’attacco leggero.
Gli scudi sono ottimi per imparare, ma non sono una soluzione universale. Alcuni boss infliggono danni elementali o consumano rapidamente la stamina, quindi anche con lo scudo alzato puoi finire in difficoltà. In questi casi preferisco alleggerire l’equipaggiamento e lavorare sulla schivata e sul posizionamento.
Il percorso principale fino alla fine
Elden Ring non impone una sequenza unica, però esiste un itinerario ragionevole che riduce i salti improvvisi di difficoltà. Le indicazioni sui livelli sono approssimative: il potenziamento dell’arma e la tua familiarità con il combattimento contano spesso più del numero mostrato sulla scheda.
| Zona | Obiettivo orientativo | Fascia utile |
|---|---|---|
| Limgrave e Penisola del Pianto | Esplorazione, equipaggiamento e primi boss | Livello 1-35 |
| Castello di Grantempesta | Margit e Godrick | Livello 25-45 |
| Liurnia dei Laghi | Maniero di Caria e Accademia di Raya Lucaria | Livello 40-60 |
| Caelid e Altopiano di Altus | Radahn, quest secondarie e accesso a Leyndell | Livello 60-90 |
| Leyndell e Terre dei Giganti | Boss della storia e progressione finale | Livello 80-120 |
Dopo Godrick, Liurnia è la scelta più naturale. L’Accademia di Raya Lucaria insegna bene a gestire i nemici a distanza e introduce una progressione più aperta. Caelid può essere visitata presto, ma alcune aree sono nettamente più dure: io ci torno quando ho un’arma almeno intorno a +10 per l’equipaggiamento normale o un livello equivalente per le armi speciali.
Per entrare a Leyndell devi aver raccolto abbastanza Grandi Rune e soddisfatto le condizioni della storia. Da lì il gioco accelera: conviene completare le aree opzionali, migliorare le fiaschette e scegliere definitivamente la direzione della build prima di affrontare le zone finali.
Non ignorare i Semi dorati e le Lacrime sacre. Aumentare il numero di fiaschette e la loro efficacia cambia concretamente la difficoltà degli scontri, molto più di un’armatura leggermente più resistente.
Boss, evocazioni e DLC come prepararti davvero
Contro un boss non entro mai nella nebbia senza un piano minimo. Prima controllo se posso migliorare l’arma, aumentare il Vigore, cambiare il talismano o usare una protezione adatta al tipo di danno. Spesso il problema non è la strategia, ma il fatto che il personaggio sia semplicemente troppo fragile.
Quando usare le Ceneri spirituali
Le Ceneri spirituali attirano l’attenzione del boss, interrompono alcune sequenze e ti concedono tempo per curarti o colpire alle spalle. Non rendono ogni incontro facile, ma riducono la pressione. La Lacrima riflessa, quando disponibile e potenziata, è particolarmente forte perché riproduce parte del tuo equipaggiamento e delle tue abilità.
Le evocazioni non funzionano in ogni area e consumano PF, cioè i punti blu usati anche dalle abilità e dalle magie. Se il simbolo dell’arco appare sul lato sinistro dello schermo, puoi evocare; se non appare, il limite dipende dalla zona e non da un errore del personaggio.
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Come affrontare i boss senza imparare tutto a memoria
- Passa un tentativo a osservare gli attacchi senza cercare di vincere.
- Individua uno o due colpi dopo i quali il boss resta scoperto.
- Attacca una sola volta, poi torna in difesa.
- Conserva la cura per un’apertura reale, non per recuperare ogni piccolo danno.
- Se muori sempre nella seconda fase, modifica equipaggiamento o strategia invece di ripetere identicamente il tentativo.
Se vuoi affrontare Shadow of the Erdtree, completa prima una buona parte del gioco base e arriva preparato. L’accesso richiede di aver sconfitto Radahn e Mohg, Signore del Sangue; nel Regno dell’Ombra la forza si aumenta con i Frammenti dell’Albero Ombra e le Ceneri spirituali venerate, sistemi separati dal normale livello del personaggio.
Questo è un punto che molti scoprono troppo tardi. Anche un personaggio di alto livello può subire danni enormi nel DLC se ignora quei potenziamenti regionali, quindi raccoglierli deve diventare una priorità appena raggiunta la nuova area.
La regola che mi fa superare anche le zone più dure
Quando una zona mi blocca, smetto di cercare la scorciatoia perfetta e controllo tre elementi: livello dell’arma, Vigore e conoscenza del percorso. Se almeno due di questi sono indietro, torno a esplorare invece di trasformare ogni morte in una prova di ostinazione.
Elden Ring non chiede di vincere ogni combattimento al primo tentativo. Chiede di imparare qualcosa da ogni errore, usare gli strumenti disponibili e capire quando cambiare strada. Con una build coerente, un’arma ben potenziata e la pazienza di lasciare per dopo ciò che oggi è fuori portata, l’Interregno diventa molto meno crudele e molto più leggibile.
