Una notte in un campeggio isolato, nove ragazzi senza adulti e una minaccia che sembra uscita da un film horror. The Quarry trasforma ogni decisione in una conseguenza concreta, tra esplorazione, dialoghi, inseguimenti e possibilità di salvare oppure perdere l’intero gruppo. Qui trovi cosa offre il gioco, come funziona la storia ramificata, quali modalità scegliere e per chi vale davvero la pena acquistarlo.
Un horror interattivo dove ogni scelta può cambiare il finale
- Genere: avventura narrativa horror con elementi survival.
- Sviluppatore: Supermassive Games, lo studio di Until Dawn.
- Protagonisti: nove animatori del campeggio estivo di Hackett’s Quarry.
- Modalità: storia in solitaria, cooperativa locale, multiplayer online e Movie Mode.
- Piattaforme: PlayStation 4 e 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.

Che tipo di gioco è The Quarry
Il titolo di Supermassive Games è una avventura horror cinematografica costruita attorno a dialoghi, esplorazione e rapide decisioni. Non si combatte continuamente e non si affrontano livelli tradizionali: il cuore dell’esperienza è capire cosa sta succedendo e scegliere come reagire quando la situazione precipita.
La storia segue nove animatori rimasti al campeggio nell’ultima notte dell’estate. Il piano iniziale è semplice, cioè organizzare una festa e ripartire il mattino dopo, ma il buio porta con sé presenze ostili, segreti familiari e una serie di eventi che mettono tutti in pericolo.
Io lo considero più vicino a un film interattivo che a un survival horror classico. Il giocatore controlla diversi personaggi, raccoglie indizi, esplora ambienti come il campeggio, i boschi e le abitazioni della zona, poi vede la trama reagire alle proprie scelte. Non esiste un percorso corretto unico, e proprio questa libertà rende ogni partita diversa.
Una storia ispirata allo slasher e al cinema estivo
L’atmosfera richiama gli horror adolescenziali ambientati nei campi estivi, ma il gioco non si limita a imitare i cliché. Il cast comprende attori come David Arquette, Brenda Song, Justice Smith e Ted Raimi, mentre la regia alterna momenti di tensione lenta a sequenze più aggressive.
Il risultato funziona soprattutto quando il gruppo è disposto a discutere sulle decisioni. In alcune scene una scelta apparentemente prudente può causare problemi più avanti, mentre un rischio calcolato può mantenere in vita un personaggio. Questo sistema dà peso anche alle conversazioni più brevi.
Come funzionano scelte, morti e finali
La meccanica centrale è una versione narrativa dell’effetto farfalla. Ogni decisione può modificare relazioni, informazioni disponibili, percorsi esplorabili e destino dei personaggi. In certi casi la conseguenza arriva dopo pochi minuti, in altri diventa evidente soltanto verso la fine.
Gli errori non vengono sempre segnalati. Un personaggio può morire durante una sequenza d’azione, ma anche essere condannato da una scelta compiuta molto prima. Per questo consiglio di non trattare ogni scena come un semplice test da superare: la prudenza non garantisce sempre il risultato migliore.
Gli indizi servono davvero
Durante l’esplorazione si trovano prove, documenti e oggetti capaci di chiarire il passato della zona. Alcuni elementi aiutano a interpretare gli eventi, mentre altri possono sbloccare opportunità utili nei capitoli successivi. Cercare con calma è quindi più importante che correre verso il prossimo dialogo.
Ci sono anche collezionabili legati a visioni e presagi. Non sostituiscono la capacità di osservare, ma offrono suggerimenti su possibili pericoli futuri. Io li considero particolarmente utili nella prima partita, perché spingono a ragionare sulle conseguenze senza trasformare l’esperienza in una guida passo passo.
Quick Time Event e accessibilità
Le sequenze d’azione usano spesso i Quick Time Event, cioè comandi da premere nel momento giusto. Il gioco permette di regolare la difficoltà e di rendere alcuni input più permissivi, una scelta intelligente per chi preferisce concentrarsi sulla storia o vuole giocare insieme a persone meno esperte.
Chi cerca un horror basato su combattimento e gestione delle risorse potrebbe trovarlo poco impegnativo. La tensione nasce soprattutto dall’incertezza, non dalla precisione con cui si mira o dalla quantità di munizioni disponibili.
Modalità di gioco e multiplayer
La campagna può essere affrontata da soli oppure condivisa con altre persone. Nella cooperativa locale, ogni partecipante può occuparsi di uno o più personaggi e il gruppo decide insieme durante i momenti cruciali. È la modalità che preferisco per una serata tra amici, perché trasforma ogni scelta in una discussione spesso più divertente della scena stessa.
| Modalità | Come funziona | A chi la consiglio |
|---|---|---|
| Giocatore singolo | Controlli tutti i personaggi e decidi autonomamente il percorso narrativo. | Chi vuole seguire la storia con calma e mantenere il controllo completo. |
| Cooperativa locale | I giocatori condividono i personaggi e votano o discutono le decisioni. | Gruppi riuniti davanti allo stesso schermo. |
| Wolf Pack | Gli amici partecipano alle decisioni principali attraverso il multiplayer online. | Chi vuole vivere la campagna a distanza con altri giocatori. |
| Movie Mode | La storia procede quasi come un film, con intervento ridotto del giocatore. | Chi preferisce guardare l’esperienza o fare una seconda visione narrativa. |
Il multiplayer online è un’aggiunta interessante, ma non trasforma il gioco in un’esperienza d’azione cooperativa. Gli altri partecipanti influenzano soprattutto le scelte, mentre la struttura resta quella di un horror narrativo. Inoltre, la compatibilità online dipende dalla piattaforma e dalla generazione della console, quindi conviene verificare le condizioni dello store prima di organizzare la partita.
Piattaforme, durata e acquisto nel 2026
Il gioco è disponibile su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC tramite Steam. Non è uscito su Nintendo Switch, e non va confuso con un titolo pensato per il gioco portatile o per sessioni brevi. La resa migliore si ottiene su una console o su un computer collegato a uno schermo di buona qualità, soprattutto per valorizzare illuminazione e volti.
Una prima partita richiede generalmente diverse ore, ma la durata varia in base all’esplorazione, alle morti e alla velocità con cui si leggono dialoghi e indizi. Il vero valore arriva però dalla rigiocabilità. Cambiare una decisione importante può aprire scene diverse e modificare drasticamente il destino del gruppo.
Non fisserei una cifra unica per il prezzo, perché nel 2026 il costo può cambiare molto tra edizione digitale, promozioni e disponibilità sui vari store. La Deluxe Edition include contenuti aggiuntivi e vantaggi legati alla personalizzazione e alla gestione dell’esperienza, ma per chi vuole soltanto giocare la storia l’edizione standard è normalmente sufficiente.
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Requisiti pratici per goderselo
- Usa le cuffie se vuoi percepire meglio rumori ambientali e segnali audio.
- Gioca in una stanza poco illuminata, perché l’atmosfera dipende molto dal contrasto visivo.
- Evita di cercare subito tutte le soluzioni online, almeno durante la prima partita.
- Se giochi in gruppo, stabilisci prima se le decisioni saranno unanimi o affidate a una votazione.
Il limite più evidente è il ritmo. Alcune sezioni sono lente e molto dialogate, mentre la libertà di movimento è più contenuta rispetto a quella di un horror tradizionale. Per me è un compromesso accettabile, ma chi cerca esplorazione libera e combattimenti frequenti dovrebbe orientarsi verso un altro tipo di gioco.
Vale la pena giocarlo se hai amato Until Dawn
Il confronto con Until Dawn è inevitabile, dato lo studio di sviluppo e la struttura basata sulla sopravvivenza del gruppo. La differenza principale sta nel tono: qui l’ambientazione del campeggio e il cast numeroso portano la storia verso un horror corale, con più personaggi da seguire e più possibilità di perdersi nei rapporti tra loro.
Rispetto a un horror classico, il titolo punta meno sulla paura costante e più sulla tensione delle conseguenze. Non ogni minuto cerca di spaventare, ma una decisione sbagliata può restare nella mente molto più a lungo di un semplice salto improvviso.
| Se cerchi... | La risposta del gioco |
|---|---|
| Una storia horror ramificata | Molto buona, grazie alle numerose variazioni narrative. |
| Combattimenti e gestione delle risorse | Limitati, perché la priorità è la narrazione. |
| Un’esperienza da condividere | Ottima in cooperativa locale o con Wolf Pack. |
| Rigiocabilità | Elevata se vuoi esplorare finali e destini alternativi. |
| Paura psicologica continua | Discontinua, con un equilibrio tra mistero, azione e dramma. |
Lo consiglierei soprattutto a chi ama i film horror interattivi, le storie corali e le partite in cui discutere ogni decisione. Lo sconsiglierei invece a chi vuole un sistema di combattimento profondo o un ritmo sempre veloce. La sua forza non è la difficoltà tecnica, ma il coinvolgimento emotivo nel decidere chi rischiare e chi proteggere.
Come affrontare la prima partita senza rovinarsi la storia
La tentazione di consultare una guida è forte, soprattutto quando un personaggio muore per una scelta apparentemente innocua. Io suggerisco di accettare gli errori nella prima run: una campagna imperfetta è spesso più personale e più memorabile di un percorso costruito per ottenere subito il finale migliore.
Presta attenzione a ciò che i personaggi dicono, esplora ogni area senza fretta e non ignorare gli oggetti che sembrano secondari. Gli indizi non servono solo a completare la collezione, perché spesso cambiano il modo in cui interpreti una minaccia o una decisione successiva.
Se giochi con amici, scegli una regola semplice. Potete votare tutti oppure lasciare il controllo al giocatore che sta gestendo quel personaggio, ma evitate di interrompere continuamente la scena per cercare la risposta online. L’incertezza è parte integrante dell’esperienza.
Per una seconda partita, invece, ha senso provare scelte opposte, modificare le relazioni e testare la modalità Movie. È lì che il gioco mostra meglio la propria struttura ramificata e fa capire quanto una singola decisione possa alterare l’intera notte.
La notte al campeggio funziona soprattutto in compagnia
The Quarry è un horror narrativo accessibile, curato nella regia e pensato per trasformare il giocatore in autore delle conseguenze. Non offre la profondità di un survival horror tradizionale, ma compensa con personaggi riconoscibili, dialoghi ben recitati e una storia che invita a essere rigiocata.
Nel 2026 resta una scelta valida per chi vuole un’esperienza cinematografica da vivere da solo o condividere sul divano. Il consiglio più sincero è di affrontarlo senza spoiler, con qualche ora libera e la disponibilità ad accettare che, in questa storia, anche una buona intenzione possa portare al peggior risultato.
