Night City resta una delle ambientazioni più affascinanti mai costruite in un videogioco, ma Cyberpunk 2077 ha avuto un percorso troppo accidentato per essere giudicato soltanto dal suo lancio. In questa recensione aggiornata analizzo storia, personaggi, esplorazione, combattimenti, prestazioni e valore di Phantom Liberty, chiarendo anche su quali piattaforme conviene giocarlo oggi.
La versione attuale offre finalmente un’esperienza RPG completa
- Giudizio: un eccellente action RPG, con una narrativa adulta e un’atmosfera ancora inimitabile.
- Aggiornamento 2.0: ha riscritto abilità, cyberware, polizia, combattimenti veicolari e progressione.
- Phantom Liberty: espansione di altissimo livello, consigliata insieme al gioco base.
- Piattaforme migliori: PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
- Limiti: alcune attività open world restano più ripetitive e la simulazione della città non è sempre profonda.

Night City è ancora il punto di forza più impressionante
La prima cosa che mi colpisce ogni volta che torno a Night City è la sua identità visiva. Neon, pubblicità invasive, grattacieli, periferie polverose e quartieri controllati dalle gang costruiscono una città che non sembra un semplice sfondo, ma un personaggio con una propria voce. La direzione artistica è tuttora straordinaria, soprattutto nelle ore notturne e sotto la pioggia.
Non tutto, però, è simulato con la stessa profondità. La città è enorme e piena di dettagli, ma molti passanti hanno comportamenti essenziali e alcune attività secondarie seguono schemi piuttosto ripetitivi. Per me questo è il principale compromesso dell’open world: l’atmosfera è eccezionale, mentre l’interazione sistemica con ogni elemento dell’ambiente è meno ambiziosa di quanto la campagna promozionale avesse fatto immaginare.
La struttura funziona meglio quando il gioco mi porta dentro una missione costruita con cura. In quei momenti posso entrare da una porta secondaria, hackerare telecamere, convincere un personaggio con una scelta di dialogo oppure affrontare tutto con le armi. È questa combinazione tra libertà tattica e regia cinematografica a rendere Night City memorabile.
La storia di V funziona grazie a personaggi difficili da dimenticare
La trama segue V, mercenario coinvolto in un’operazione che mette in crisi corpo, memoria e identità. L’idea del biochip e della presenza di Johnny Silverhand, interpretato da Keanu Reeves, offre al gioco un conflitto personale più interessante della semplice lotta per il potere. Il tema centrale non è soltanto la sopravvivenza, ma quanto di noi rimane quando il corpo e le decisioni iniziano a sfuggirci.
Le missioni principali sono solide, ma sono soprattutto le storie secondarie a elevare il gioco. Le relazioni con Panam, Judy, River e Kerry hanno conseguenze emotive reali e spesso presentano dilemmi più maturi della campagna principale. La questline di Judy, per esempio, non serve solo a mostrare un altro quartiere della città: costruisce un rapporto fragile, fatto di fiducia, paura e desiderio di cambiare ambiente.
La narrazione non è sempre perfetta. In alcuni passaggi il ritmo accelera troppo e certe scelte sembrano più importanti nei dialoghi che nelle conseguenze concrete. Nonostante questo, il cast resta il cuore dell’esperienza. Personalmente preferisco una missione lineare ma scritta bene a una lunga attività procedurale senza carattere, e Cyberpunk 2077 dà il meglio proprio quando segue questa strada.
Il gameplay rinasce con la progressione 2.0
La grande revisione del gameplay ha cambiato il modo in cui si sviluppa V. Gli alberi delle abilità sono più leggibili, i bonus hanno un impatto maggiore e ogni build comunica meglio il proprio stile. Posso creare un netrunner specializzato nell’hacking, un combattente rapido con lame e riflessi potenziati, oppure un mercenario pesante che usa fucili e mitragliatrici.
Il cyberware è diventato il centro della crescita del personaggio. Installare impianti significa ottenere vantaggi concreti, ma anche gestire un limite di capacità: non posso equipaggiare tutto senza criterio. Questa scelta produce un compromesso interessante tra potenza e specializzazione. Una build coerente cambia davvero il modo di affrontare le missioni, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati.
Anche il sistema di polizia e gli inseguimenti in auto rendono la città più credibile rispetto alla versione originale. Gli scontri veicolari funzionano bene come aggiunta e permettono di usare le armi durante la guida, ma non trasformano Cyberpunk 2077 in un simulatore criminale. La polizia è più reattiva, non sempre realmente intelligente.
| Stile di gioco | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|
| Netrunner | Controllo a distanza, hacking e approccio furtivo | Richiede una gestione attenta delle risorse |
| Armi da fuoco | Versatilità e combattimenti immediati | Può risultare meno originale nelle missioni più aperte |
| Lame e mobilità | Velocità, parate e grande soddisfazione negli scontri | Più rischioso contro gruppi numerosi |
| Corpo a corpo pesante | Danni elevati e approccio diretto | Riduce parte della libertà tattica |
Il mio consiglio è di non distribuire i punti in modo uniforme. Conviene scegliere una direzione già nelle prime ore, perché una build specializzata è molto più appagante di un personaggio capace di fare tutto senza eccellere in nulla.
Phantom Liberty porta il gioco al livello migliore
Phantom Liberty non è una semplice raccolta di missioni aggiuntive. L’espansione introduce Dogtown, una zona più compatta e militarizzata di Night City, e propone una storia di spionaggio con un tono più teso rispetto alla campagna base. Intrighi politici, identità ambigue e tradimenti continui danno alla narrazione una direzione più controllata.
Idris Elba interpreta Solomon Reed con una presenza misurata, mentre Songbird aggiunge un rapporto più ambiguo e personale. Le decisioni dell’espansione hanno un peso particolare perché raramente offrono una soluzione davvero pulita. A mio avviso, Phantom Liberty contiene alcune delle migliori missioni di tutto Cyberpunk 2077, soprattutto quando mette il giocatore davanti a due opzioni entrambe scomode.
Dogtown è anche più densa del resto della mappa. Ci sono contratti, eventi dinamici, combattimenti e attività legate ai veicoli, ma la zona non soffre dello stesso senso di dispersione di alcune aree del gioco base. Chi acquista oggi dovrebbe considerare seriamente l’edizione che include l’espansione, perché il risultato complessivo è molto più equilibrato.
Prestazioni e piattaforme fanno ancora la differenza
La scelta della piattaforma resta importante. Su PC l’esperienza può essere spettacolare, soprattutto con ray tracing e una scheda grafica moderna, ma la qualità dipende molto dalla configurazione. Il ray tracing migliora illuminazione e riflessi, mentre il path tracing richiede hardware decisamente più potente e può rendere indispensabile l’uso di tecnologie di ricostruzione dell’immagine.
Su PlayStation 5 e Xbox Series X|S il gioco offre un’esperienza più semplice da gestire, con modalità grafiche pensate per privilegiare qualità visiva o fluidità. Io preferisco la modalità a 60 fotogrammi al secondo, perché i combattimenti con katane, schivate e armi automatiche risultano molto più reattivi.
Le versioni PlayStation 4 e Xbox One appartengono invece a una generazione tecnica precedente e non rappresentano il modo migliore per giocare oggi. Phantom Liberty e l’aggiornamento 2.0 sono legati a PC e console di nuova generazione, quindi chi possiede soltanto una macchina old gen dovrebbe valutare con attenzione l’acquisto.
Il gioco non è diventato magicamente privo di bug, ma la situazione è molto diversa da quella del lancio. Gli inconvenienti occasionali possono ancora comparire, soprattutto in un open world così grande, però non compromettono più con la stessa frequenza la continuità dell’avventura.
Vale la pena giocarlo nel 2026
La risposta breve è sì, con una distinzione importante. Se si cerca un simulatore perfetto di città futuristica, Cyberpunk 2077 può ancora deludere. Se invece si desidera un action RPG adulto, ricco di dialoghi, personaggi memorabili e missioni capaci di cambiare tono rapidamente, resta una delle esperienze più interessanti disponibili.
Il gioco base ha qualche attività ripetitiva e non tutte le promesse iniziali sono state mantenute. La sua forza non sta nel permettere di fare assolutamente tutto, ma nel proporre storie personali intense dentro un mondo riconoscibile. Quando la scrittura, la musica e la regia lavorano insieme, l’effetto è ancora notevole.
La mia valutazione finale è di 8,5 su 10. Al lancio avrei dato un giudizio molto più severo, soprattutto per problemi tecnici e aspettative tradite. Oggi, dopo le revisioni del sistema di gioco e con Phantom Liberty incluso, Cyberpunk 2077 è un titolo consigliato, a patto di giocarlo su PC, PlayStation 5 o Xbox Series X|S e di accettare qualche imperfezione nell’open world.
Il modo migliore per affrontare Night City
Per ottenere il massimo, inizierei una nuova partita invece di riprendere un vecchio salvataggio creato prima della revisione del gameplay. In questo modo si comprendono meglio abilità, cyberware e nuove regole della progressione, senza trascinarsi dietro una build costruita con sistemi ormai superati.
Non correrei subito verso la conclusione della storia principale. Le missioni secondarie più curate non sono riempitivi, ma il luogo in cui il gioco sviluppa i suoi personaggi migliori e presenta alcune delle scelte più interessanti. Lasciare spazio a queste storie rende il finale più personale e dà un senso maggiore alle decisioni di V.
In definitiva, Cyberpunk 2077 non cancella gli errori del passato, ma li supera con un’esperienza oggi molto più completa. È ancora imperfetto, però possiede qualcosa che pochi giochi riescono a costruire: una città riconoscibile, personaggi che restano nella memoria e un’atmosfera capace di riportarmi a Night City anche dopo aver spento la console.
