La situazione in breve
- Oggi non risulta annunciata una versione PS5 ufficiale del sequel.
- La pagina PC del gioco lo presenta come titolo per Windows, con requisiti da macchina dedicata.
- The Forest è il precedente che ha acceso le aspettative: è arrivato su PlayStation e si può usare anche su PS5.
- Se vuoi giocare subito su console, la scelta più concreta è il primo capitolo, non un porting ancora non confermato.
- Un eventuale arrivo su PS5 richiederebbe lavoro serio su prestazioni, interfaccia e co-op, non un semplice trasferimento tecnico.
Lo stato attuale del porting su PS5
La risposta più onesta, oggi nel 2026, è semplice: non c’è una versione PS5 annunciata. Io la leggo così: finché non compare una scheda PlayStation o una comunicazione esplicita dello studio, non esiste una finestra di lancio affidabile da prendere sul serio. La pagina Steam del gioco lo presenta come titolo per Windows 10 a 64 bit, con requisiti hardware da PC e senza alcun riferimento a PlayStation, quindi ogni data circolata online va trattata come speculazione, non come informazione confermata.
Questo è il punto che conta davvero per chi deve decidere se aspettare o meno: non c’è un annuncio da cui partire. Per ora, parlare di release PS5 significa parlare di possibilità, non di calendario. E proprio qui entra in gioco il precedente che ha tenuto viva la conversazione per mesi.
Perché molti si aspettano ancora una versione console
Il motivo dell’interesse è comprensibile: il primo capitolo della serie è arrivato su PlayStation, e questo ha creato l’idea che anche il seguito avrebbe seguito lo stesso percorso. La scheda di The Forest sul PlayStation Store indica PS4 e segnala che il gioco può essere avviato anche su PS5 con qualche limite rispetto a una versione nativa; è il classico precedente che fa nascere aspettative forti, ma non basta a trasformare un’ipotesi in un annuncio.
In pratica, il ragionamento di molti giocatori è questo: se Endnight ha già portato un survival horror complesso su console, allora il nuovo capitolo dovrebbe arrivare prima o poi anche su PS5. È una deduzione ragionevole, ma resta una deduzione. E tra una previsione sensata e una conferma ufficiale c’è una differenza enorme, soprattutto quando si parla di acquisti e di tempi di attesa.
| Gioco | Stato attuale | Cosa significa per chi usa PS5 |
|---|---|---|
| The Forest | Disponibile su console e PC | È la via più vicina per giocare su PlayStation |
| Sons of the Forest | Resta un titolo PC | Nessun porting PlayStation confermato |
| Effetto pratico | Precedente molto forte | L’attesa è comprensibile, ma non basta per pianificare un acquisto |
Per chi segue i giochi di sopravvivenza su console, questa differenza è fondamentale: il precedente spiega perché la domanda continua a girare, ma non dice nulla sui tempi reali. Se giochi su PS5, la domanda utile diventa un’altra: cosa conviene fare adesso?

Cosa puoi fare oggi se giochi soprattutto su console
Se il tuo obiettivo è vivere subito un survival horror in stile Endnight, la scelta più concreta resta The Forest su PlayStation. Non è il sequel, e non è corretto fingere il contrario, ma ha la stessa impronta di base: raccolta, costruzione, esplorazione e gestione della sopravvivenza con una pressione costante. Per chi gioca da console, è molto più utile di un’attesa indefinita.
Io ragionerei in modo pratico:
| Scelta | Vantaggio reale | Limite concreto |
|---|---|---|
| Giocare The Forest su PS5 | Hai subito un’esperienza molto vicina al mood della serie | Non è il sequel e parte dalla versione PS4 |
| Aspettare il porting | Non devi ricominciare da un altro capitolo | Non esiste una data affidabile su cui fare conto |
| Passare al PC | Accedi subito al titolo completo già disponibile | Richiede un investimento hardware più alto |
Se vuoi il mio parere secco, non aspetterei passivamente una promessa non annunciata. Se invece il tuo obiettivo è restare dentro quell’universo e giocare su console, il primo capitolo è ancora la scelta più sensata nell’immediato. Da qui in poi il problema non è più “cosa esiste”, ma “quanto lavoro servirebbe per portare davvero il sequel su PS5”.
Perché un eventuale port su PS5 richiede più lavoro di quanto sembri
Non basta spostare il gioco da una piattaforma all’altra. Un survival open world con crafting, costruzione libera e cooperativa richiede ottimizzazione vera, soprattutto quando deve stare bene in mano anche con un controller. Non a caso, la versione PC richiede già una macchina con 12 GB di RAM, una GPU dedicata e un SSD consigliato: non è il profilo di un progetto leggero da convertire in fretta.
Prestazioni e frame rate
La prima sfida sarebbe la stabilità. Un gioco del genere vive di foliage, illuminazione dinamica, IA dei nemici, caverne, strutture costruite dal giocatore e sessioni cooperative. Su PS5, il minimo sindacale sarebbe una resa pulita a 60 fps o almeno una modalità ben bilanciata, altrimenti il porting rischierebbe di sembrare più goffo che utile.
Interfaccia e comandi
Il secondo problema è l’interfaccia. Su PC crafting e inventario possono essere gestiti con mouse e scorciatoie, ma su console tutto passa da pulsanti, radial menu e combinazioni rapide. Se un porting vuole convincere davvero, deve rendere naturali le azioni ripetute, non solo renderle possibili. Qui, da redattore, vedo spesso il punto debole dei giochi convertiti con troppa fretta: funzionano, ma non “scorrono”.
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Co-op, salvataggi e certificazione
C’è poi la parte meno visibile, ma spesso decisiva: co-op online, salvataggi, sincronizzazione, test qualità e certificazione. Un port su PS5 può essere tecnicamente buono e fallire comunque se la parte online o la gestione delle partite non è all’altezza. È per questo che, quando un titolo del genere arriva davvero su console, la differenza la fanno i dettagli invisibili più che il trailer di annuncio.
In altre parole, un eventuale debutto su PlayStation non sarebbe una semplice formalità. E proprio per non confondere i segnali seri con il rumore di fondo, serve un metodo chiaro per leggere le prossime notizie.
Come riconoscere un annuncio vero da un rumor
Io guarderei solo pochi segnali, e tutti molto concreti. Se manca uno di questi, la notizia resta debole:
- Una pagina ufficiale sullo store con piattaforma, data e publisher chiaramente indicati.
- Un trailer o un post dello studio che mostri esplicitamente la versione console.
- Una finestra temporale precisa, non frasi vaghe tipo “in arrivo” o “presto”.
- Dettagli tecnici coerenti, come supporto al DualSense, modalità grafica e gestione del multiplayer.
- Conferme ripetute da canali ufficiali, non da clip isolate o screenshot senza contesto.
Il consiglio pratico è banale, ma salva tempo e delusioni: non basare la tua scelta su poster fan-made, video riciclati o date senza fonte. Quando un porting è reale, lascia sempre tracce pubbliche abbastanza precise da non dover indovinare nulla. Fino a quel momento, il quadro resta quello attuale.
La scelta più sensata per chi aspetta il sequel su console
Se giochi su PS5 e vuoi restare dentro questo tipo di esperienza, la strada più solida oggi è semplice: giocare The Forest adesso, oppure attendere un annuncio vero senza farti trascinare dai rumor. Io non consiglierei di rimandare un acquisto importante sulla base di una speranza generica, perché il rischio è di restare fermo mesi senza una data concreta.
- Se vuoi subito un survival horror simile, The Forest è la scelta più concreta su console.
- Se vuoi proprio il sequel, aspetta solo segnali ufficiali e non anticipazioni non verificate.
- Se per te la priorità è giocare senza compromessi, il PC resta la piattaforma disponibile oggi.
La sintesi è questa: nel 2026 non c’è ancora una risposta positiva definitiva sul porting PS5, ma c’è una risposta utile per decidere subito. Su console puoi giocare il capitolo precedente, mentre per il seguito conviene restare prudenti finché non comparirà una conferma pubblica e concreta.
