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Tutte le curiosità che forse non sapete su Predator (1987)

Se ti guardi Predator una sera d’estate, capita che ti fai delle domande sulla realizzazione di questo film anni ’80. Capita poi che vai a cercare qualche curiosità online. Alla fine capita che scrivi un articolo perché ne hai trovate così tante e così interessanti, che vuoi assolutamente condividerle con qualcun altro.

Le più belle curiosità su Predator (1987) riguardano ovviamente il cast, ma ci sono alcuni dietro le quinte che vale senza dubbio la pena conoscere.

Cast-pita!

Arnold Schwarzenegger è famoso non solo come attore, ma anche in quanto Governatore della California (dal 2003 al 2011). Pochi sanno, però, che anche Jesse Ventura (attore che interpreta Blain) venne eletto Governatore dello stato del Minnesota nel 1999. Come se non bastasse Sonny Landham (Billy) si candidò Governatore del Kentucky nel 2003, ma non ottenne lo stesso successo dei colleghi.

Da Predator a governatori USA
La famosa citazione di Blain in Predator, “Non ho tempo per sanguinare” (I Ain’t Got Time to Bleed), è anche il titolo della biografia di Jesse Ventura scritta nel 2000.

Per consentirgli di lavorare sul set di Predator, la compagnia assicurativa del film impose a Sonny Landham la presenza di una guardia del corpo. L’idea non era però quella di proteggere l’attore, bensì proteggere chiunque altro DALL’attore, che era stato coinvolto in diverse risse e aveva la fama di violento. Ulteriore curiosità su di lui è che Landham aveva iniziato la sua carriera di attore come pornostar. Sì, quello qua sotto è proprio lui!

Sonny Landham pornostar
L’attore che interpreta Hawkins, il nerd sfigato che muore per primo, altri non è che lo sceneggiatore Shane Black, che si trovava sul set più che altro perché il produttore lo voleva a portata di mano per la revisione della sceneggiatura di Arma Letale. Durante le riprese, Black ne approfitto per scrivere la sceneggiatura de L’Ultimo Boyscout.

Shane Black in Predator
Mentre la versione definitiva di Predator è stata interpretata da Kevin Peter Hall, per i primi due giorni di riprese il ruolo dell’alieno cacciatore era stato di Jean-Claude Van Damme. L’attorone però non se la sentì di sbattersi per un ruolo per il quale non sarebbe stato accreditato e lasciò quindi la palla a Kevin Peter Hall, alto ben 220 cm. Hall interpretò il ruolo del Predator anche nel sequel della pellicola. Sfortunatamente contrasse il virus dell’HIV da una trasfusione di sangue infetto in seguito a un grave incidente d’auto e morì dopo le riprese di Predator 2.

Kevin Peter Hall interpreta due ruoli nel film: oltre ai panni di Predator, l’attore veste quelli del pilota di colore dell’elicottero che compare alla fine della pellicola.

Kevin Peter Hall in Predator

Modello numero 4… Predator!

La classica faccia da granchio di Predator non è la versione originale dell’alieno. Il costume originale, che per i primi giorni venne indossato da Jean-Claude Van Damme, presentava dei problemi di progettazione. Oltre alla difficoltà nel camminare, la testa si muoveva in maniera incontrollabile. Voci dicono che questa fosse la ragione ufficiale per cui Van Damme ha abbandonato le riprese del film, sebbene altri riportino che non gli andasse giù di non essere accreditato.

Costume da Predator di Jean-Claude Van Damme
Dopo diversi tentativi di sistemare il costume, la produzione si arrese e, dietro suggerimento di James Cameron, reclutò Stan Winston per progettarne un altro. Le celebri mandibole da granchio del Predator furono un’idea dello stesso Cameron.

Urlo di Predator
Per poter indossare la versione definitiva del costume da Predator nella giungla, Kevin Peter Hall dovette mettersi anche una tuta refrigerante. Nonostante questa, non riusciva a vestire i panni del mostro alieno per più di due ore senza accusare i sintomi di un colpo di calore. Il costume pesava più di 90 kg e, sebbene Hall fosse un omone grande e grosso, non riusciva a indossarlo senza un supporto che gli consentiva di muoversi più liberamente.

Kevin Peter Hall dentro Predator
Per simulare meglio il movimento del Predator tra i rami degli alberi, cercarono di usare una scimmia vestita con una tuta rossa per creare l’effetto blue-screen. Purtroppo (o per fortuna) l’animale continuava a togliersi la tuta, quindi l’idea venne presto abbandonata.

Cose che succedono sul set

Le riprese di Predator furono effettuate nella giungla del Messico in due differenti location: Palenque e Puerto Vallarta. Il regista McTiernan preferiva Palenque perché la giungla gli sembrava più realistica, sebbene per renderla come appare nel film dovettero apportare alcune modifiche. Per le scene in cui il commando cammina della giungla vennero trapiantate diverse piante per renderla più fitta.

In realtà la giungla era fin troppo realistica! A parte la presenza di insetti pericolosi e velenosi, gli attori continuavano ad ammalarsi ed erano spesso colpiti da febbre e malessere generale. Per alcuni furono necessari dei giorni di riposo a letto, cosa che prolungò le riprese oltre il previsto. Anche Schwarzy si ammalò e fu costretto a girare un’intera scena con una flebo nel braccio. In molti dimagrirono durante le riprese di Predator perché avevano paura a mangiare il cibo messicano e bere l’acqua a loro disposizione.

Braccia in Predator
Durante le riprese, Jesse Ventura venne a sapere dai costumisti che aveva le braccia più grosse di Arnold Schwarzenegger di ben 2,5 cm. Suggerì quindi a Schwarzy di misurarsele per vedere chi le avesse davvero più grandi, mettendo in palio una bottiglia di champagne per il vincitore. Ventura perse la scommessa perché era stato Schwarzenegger a dire ai costumisti di riferire al collega che le sue braccia erano più grosse.

Matrimonio di Arnold Schwarzenegger
Arnold Schwarzenegger si sposò tre settimane prima dell’inizio delle riprese e trascorse parte della luna di miele sul set del film, in Messico. La moglie, Maria Shriver, non ne fu entusiasta, soprattutto perché sia prima che dopo le nozze il marito aveva la testa completamente presa dalla realizzazione di Predator. Durante il periodo che i due trascorsero insieme in Messico, la troupe organizzò loro uno scherzo e gli fece trovare delle rane nella doccia.

Ma pensa un po’…

Il titolo originale del film doveva essere “Hunter”, Cacciatore, tanto che in alcune scene la parola compare scritta sul ciak (ed è visibile nella special edition del DVD) durante le riprese. Alla fine optarono per Predator dopo aver ripensato l’aspetto del mostro.

Il concept originale di Predator nacque per caso, quando qualcuno disse che l’unica cosa contro cui Rocky Balboa non si fosse ancora battuto era Alien.

Inizialmente il sangue del Predator sarebbe dovuto essere arancione. Alla fine scelsero di usare un liquido verde fluorescente ottenuto mischiando della gelatina e il contenuto delle trekking light.

Il sangue di Predator
Il programma di Discovery Channel “Myth Busters” ha dimostrato che ricoprirsi interamente di fango non basta a mascherare il calore corporeo, dal momento che, dopo brevissimo tempo, il fango inizia ad asciugarsi sulla pelle e aumenta di temperatura.

Schwarzy coperto di fango
L’arma usata da Blain (Jesse Ventura) è un M134, o Minigun, una mitragliatrice a canne rotanti generalmente montata su aeromobili o veicoli da combattimento. Nel film è stata modificata appositamente per essere portata a mano e veniva alimentata da un cavo elettrico nascosto sotto i pantaloni dell’attore. La cadenza di tiro dell’arma venne ridotta circa a un terzo del normale, innanzitutto per diminuire il consumo di cartucce e in secondo luogo per rendere visibile la rotazione del gruppo di canne.

Minigun di Blain
Gira voce che Ventura abbia dovuto indossare un giubbotto antiproiettile per contrastare la forza di espulsione delle cartucce, ma è falso. L’espulsione delle cartucce dalla Minigun avviene verso il basso e non risulta quindi pericolosa; nonostante l’arma sia stata modificata per la realizzazione del film, questo aspetto non è stato cambiato.

Conto di vedere Predator 2 quanto prima. Sicuramente non sarà all’altezza delle curiosità sfagiolate dal primo film, ma potrebbe riservare qualche piacevole sorpresa.

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