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Days Gone merita ancora? Recensione tra orde, moto e difetti

Lazzaro Cattaneo 22 settembre 2026
Un uomo corre con una mitragliatrice mentre un'orda di infetti si riversa da una struttura. Un'immagine intensa per la recensione di Days Gone.

Indice

Una moto, un’orda di Freaker e un protagonista che continua a macinare chilometri anche quando tutto sembra perduto. Days Gone è un open world post-apocalittico ambizioso e imperfetto, capace di offrire momenti di tensione autentica insieme a missioni ripetitive e problemi tecnici. In questa recensione analizzo storia, combattimento, esplorazione, prestazioni e convenienza nel 2026, così da capire se l’avventura di Deacon St. John merita ancora il vostro tempo.

Un viaggio post-apocalittico che dà il meglio quando lascia parlare il mondo

  • Atmosfera: l’Oregon devastato è ancora uno degli ambienti più riusciti del gioco.
  • Gameplay: moto, furtività, armi e orde creano un sistema piacevole, anche se non sempre equilibrato.
  • Storia: parte lentamente, ma cresce grazie ai rapporti tra Deacon, Boozer e Sarah.
  • Limite principale: attività secondarie ripetitive e una campagna più lunga del necessario.
  • Verdetto: consigliato a chi ama gli open world survival e le avventure narrative senza fretta.

Un uomo con moto, circondato da Freaker, in un paesaggio mozzafiato. La nostra recensione di Days Gone.

Un Oregon selvaggio che costruisce tensione senza bisogno di correre

Days Gone è ambientato due anni dopo una pandemia che ha trasformato gran parte della popolazione in creature aggressive chiamate Freaker. Deacon St. John, ex motociclista e cacciatore di taglie, attraversa un Oregon isolato alla ricerca di risposte, risorse e di una persona che credeva perduta. La premessa non è originale, ma il gioco riesce a darle personalità grazie alla relazione tra il protagonista e il suo mondo.

Il punto forte non è soltanto la presenza degli infetti. Sono il meteo, il ciclo giorno-notte, la benzina che finisce e i rumori improvvisi a rendere ogni spostamento potenzialmente pericoloso. Di giorno posso esplorare con maggiore sicurezza, mentre la notte aumenta il rischio di incontrare gruppi più numerosi. In pratica, il viaggio in moto non è un semplice trasferimento, ma una parte centrale dell’esperienza.

La moto di Deacon funziona quasi come un secondo personaggio. Va rifornita, riparata e migliorata con nuovi componenti, mentre alcuni potenziamenti aumentano autonomia, resistenza e manovrabilità. All’inizio è fragile e poco affidabile, ma con il tempo diventa il vero strumento che permette di controllare la mappa. Ho trovato questa progressione più efficace di molti sistemi di livelli applicati direttamente al protagonista.

La storia migliora quando smette di inseguire i cliché

La sceneggiatura comincia con alcuni elementi già visti nel genere, come comunità ostili, laboratori misteriosi e superstiti disposti a tutto. Deacon può sembrare inizialmente troppo chiuso e aggressivo, quasi prigioniero del proprio atteggiamento da duro. La sua caratterizzazione, però, acquista spessore quando il gioco si concentra sul lutto, sulla lealtà e sul rapporto con Boozer, il suo migliore amico.

Il ritmo narrativo è il problema più evidente. Alcune missioni sembrano interrompersi proprio quando la storia prende slancio, mentre altre ripropongono lo stesso schema con piccoli cambiamenti. La campagna è lunga e offre decine di ore di contenuti, ma non tutte hanno lo stesso peso. A mio avviso, un montaggio più severo avrebbe reso l’avventura molto più incisiva.

Quando Days Gone mette in primo piano i suoi personaggi, funziona meglio rispetto alle sezioni dedicate alla semplice eliminazione dei nemici. Le conversazioni nei campi, i ricordi di Deacon e le conseguenze delle sue scelte costruiscono gradualmente un protagonista meno prevedibile. Non è una storia perfetta, ma ha abbastanza momenti sinceri da superare la superficie del classico racconto di sopravvivenza.

Combattere contro un’orda resta l’esperienza più memorabile

Il sistema di combattimento combina armi da fuoco, armi improvvisate, trappole e furtività. Le munizioni non sono sempre abbondanti e conviene osservare l’ambiente prima di iniziare una sparatoria. Una tanica esplosiva, un allarme d’auto o un corridoio stretto possono cambiare completamente lo scontro. Il risultato è un gameplay accessibile, ma con una buona dose di improvvisazione.

Le orde sono il vero marchio di fabbrica. Si tratta di gruppi enormi di Freaker che si muovono come una massa compatta, reagendo ai rumori e circondando il giocatore. Affrontarle all’inizio è quasi sempre una cattiva idea. Servono preparazione, terreno favorevole, esplosivi e una via di fuga, perché la potenza di fuoco da sola non basta.

La tensione nasce dal fatto che una singola creatura è gestibile, mentre cinquanta o cento possono travolgere Deacon in pochi secondi. Anche qui il gioco mostra una certa incoerenza: per buona parte della campagna le orde restano un pericolo evitabile, e solo più avanti diventano davvero centrali. Quando però il sistema entra nel vivo, offre alcuni dei momenti più spettacolari dell’intera esperienza.

Il difetto principale è la ripetitività delle attività. Liberare un campo di imboscatori, bruciare un nido o cercare materiali sono obiettivi utili per la progressione, ma tornano spesso con variazioni minime. Io consiglio di alternare missioni principali, esplorazione e caccia alle orde, evitando di ripulire la mappa in modo metodico. Giocarlo come una lista di commissioni riduce rapidamente il divertimento.

Open world, progressione e difficoltà hanno un buon equilibrio

La mappa è divisa in regioni che diventano accessibili gradualmente. Ogni area introduce nuovi campi, bande di superstiti, infestazioni e punti di interesse legati all’organizzazione NERO. Questi avamposti permettono di migliorare salute, resistenza o concentrazione, una modalità di mira rallentata che aiuta a gestire le sparatorie più affollate.

La progressione è leggibile e gratificante. Le abilità si dividono in combattimento, sopravvivenza e mobilità, mentre la fiducia ottenuta nei campi sblocca armi e potenziamenti per la moto. Il sistema non rivoluziona il genere, ma funziona perché ogni miglioramento ha un effetto concreto. Un serbatoio più capiente cambia davvero il modo di esplorare, soprattutto nelle prime ore.

Il livello di difficoltà può modificare molto la percezione del gioco. A difficoltà normale l’esperienza è accessibile e lascia spazio alla storia; aumentando il livello, diventano più importanti la gestione delle risorse, il rumore e la scelta del percorso. Non consiglierei subito la modalità più severa a chi vuole seguire la trama senza rallentamenti, perché alcune sezioni possono trasformarsi in tentativi ripetuti.

Il mondo, inoltre, premia chi osserva. Alcuni eventi casuali mettono Deacon davanti a superstiti da salvare o nemici da inseguire, mentre tracce e segnali ambientali suggeriscono che cosa è accaduto in una determinata zona. Non tutti questi incontri sono memorabili, ma contribuiscono a dare al viaggio una sensazione di imprevedibilità che molti open world più recenti gestiscono in modo più artificiale.

Versioni, prestazioni e contenuti disponibili nel 2026

La versione originale è uscita su PS4, mentre quella PC offre un’esperienza più flessibile con framerate sbloccato, supporto a monitor ultrawide, mouse e tastiera e una distanza visiva superiore. Su un computer adeguato, il paesaggio dell’Oregon risulta più pulito e le orde guadagnano impatto. Il porting è quindi oggi il modo più versatile per giocare, soprattutto se si apprezzano le opzioni grafiche.

Su PC sono richiesti almeno 8 GB di RAM e circa 70 GB di spazio, mentre la configurazione consigliata sale a 16 GB di RAM e a una scheda video paragonabile a una GTX 1060 o Radeon RX 580. Il requisito più importante non è soltanto la potenza nominale, ma la presenza di un SSD, che riduce i tempi di caricamento e rende più fluido il passaggio tra esplorazione e missioni.

Dal 2025, i giocatori PC possono inoltre accedere ai contenuti di Broken Road. Il pacchetto aggiunge Horde Assault, modalità Permadeath e Speedrun, oltre a miglioramenti al Photo Mode. Horde Assault è il contenuto più interessante perché concentra l’esperienza sulle orde e introduce una struttura più immediata, mentre Permadeath è pensata soprattutto per chi cerca una sfida punitiva.

Su PS5 esiste l’edizione Remastered, con miglioramenti tecnici e nuove funzioni legate alla console. Per chi possiede già la versione PC, il gioco base rimane comunque completo e il DLC ha senso soprattutto dopo aver terminato la campagna. Non comprerei l’espansione aspettandomi una nuova storia estesa: è piuttosto un modo per dare più vita al combattimento e alla rigiocabilità.

Il verdetto su Days Gone oggi

La mia valutazione resta positiva, ma con una precisazione. Days Gone non è il survival horror più raffinato, non ha la scrittura più compatta e non inventa la formula dell’open world. La sua forza sta nella combinazione di elementi familiari che, quando funzionano insieme, producono una tensione difficile da replicare.

Elemento Valutazione Perché conta
Atmosfera Molto buona L’Oregon, il meteo e la moto rendono l’esplorazione credibile.
Storia Discontinua Personaggi riusciti, ma ritmo lento e missioni ridondanti.
Combattimento Solido Armi, trappole e furtività lasciano spazio all’improvvisazione.
Orde Eccellenti Sono il contenuto più originale e spettacolare dell’avventura.
Longevità Molto alta La campagna è ricca, ma può stancare se si completano tutte le attività.
Acquisto nel 2026 Consigliato con riserva Vale soprattutto per chi ama gli open world lunghi e l’esplorazione libera.

Consiglio Days Gone a chi cerca un’avventura in terza persona con un forte senso del viaggio, una progressione graduale e scontri contro nemici numerosi. Lo sconsiglio invece a chi pretende missioni sempre diverse, una narrazione compatta o un survival realmente severo. Se riuscite a superare le prime ore e ad accettare qualche ripetizione, il gioco ripaga con un mondo sorprendentemente coinvolgente.

Perché tornare sulla strada spezzata può ancora avere senso

Nel 2026 Days Gone non è più una novità, ma ha guadagnato una seconda possibilità grazie alle versioni aggiornate e ai contenuti aggiuntivi. La sua idea migliore rimane semplice: trasformare ogni spostamento in una scelta tra velocità, rischio e risorse. Non è un capolavoro senza difetti, però è un’esperienza riconoscibile, atmosferica e capace di lasciare ricordi più forti di molti open world tecnicamente più moderni.

La mia raccomandazione finale è di affrontarlo senza l’ansia di completare subito tutto. Seguite la storia, migliorate la moto, imparate a leggere il comportamento delle orde e lasciate che sia il viaggio a dare ritmo all’avventura. È proprio lì, tra una strada deserta e un rumore che arriva dal bosco, che Days Gone trova la sua voce migliore.

Domande frequenti

La moto deve essere rifornita, riparata e migliorata. I potenziamenti aumentano autonomia, resistenza e manovrabilità, trasformandola nello strumento principale per attraversare la mappa e gestire il rischio legato a benzina, meteo e ciclo giorno-notte.

Le orde richiedono preparazione, terreno favorevole, esplosivi e una via di fuga. La potenza di fuoco da sola non basta, perché gruppi numerosi possono circondare Deacon in pochi secondi; conviene osservare l’area e sfruttare rumori, trappole e ambiente.

La storia migliora quando si concentra su Deacon, Boozer e Sarah, ma il ritmo è discontinuo. Alcune missioni ripetono schemi simili, come liberare campi, bruciare nidi o raccogliere materiali, e la campagna può risultare più lunga del necessario.

La versione PC offre framerate sbloccato, supporto ultrawide, mouse e tastiera e una distanza visiva superiore. Richiede almeno 8 GB di RAM e circa 70 GB di spazio, mentre su PS5 è disponibile l’edizione Remastered. I contenuti Broken Road aggiungono Horde Assault, Permadeath, Speedrun e miglioramenti al Photo Mode.

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Autor Lazzaro Cattaneo
Lazzaro Cattaneo
Mi chiamo Lazzaro Cattaneo e ho 14 anni di esperienza nel mondo dei videogiochi, delle guide, dell'hardware e degli esports. La mia passione per i giochi è iniziata da giovane, quando ho scoperto quanto possa essere coinvolgente e stimolante esplorare nuovi mondi virtuali. Da allora, ho dedicato la mia carriera a comprendere e analizzare questo settore in continua evoluzione, cercando di rendere le informazioni accessibili e utili per tutti. Scrivo articoli che spaziano dalle recensioni di giochi alle analisi approfondite delle ultime tecnologie, sempre con l'obiettivo di semplificare argomenti complessi e fornire contenuti aggiornati e precisi. Mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che i lettori possano fidarsi del materiale che presento. La mia missione è aiutare gli appassionati a navigare nel vasto universo dei videogiochi e degli esports, rendendo ogni lettura un'esperienza interessante e informativa.

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