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Resident Evil Village, recensione di un horror ricco e spettacolare

Artes Palumbo • 26 settembre 2026
La recensione di Resident Evil Village mostra le sorelle Dimitrescu in un ambiente lussuoso, pronte ad accogliere Ethan.

Indice

Resident Evil Village è uno di quei capitoli che dividono perché prova a tenere insieme horror, azione e spettacolo senza rinunciare all’identità della serie. Dopo averlo giocato, lo considero un seguito più ampio e dinamico di Resident Evil 7, con ambientazioni memorabili, combattimenti soddisfacenti e qualche calo nella tensione. In questa recensione analizzo storia, atmosfera, gameplay, durata, contenuti aggiuntivi e pubblico a cui lo consiglierei.

Un seguito spettacolare che convince più per varietà che per paura

  • Voto personale 8,5/10 per ritmo, ambientazione e qualità produttiva.
  • Campagna di circa 9-12 ore, che può superare le 15 ore esplorando ogni area.
  • Horror meno puro rispetto a Resident Evil 7, ma più ricco di situazioni e combattimenti.
  • Esplorazione ben costruita grazie al villaggio centrale e al ritorno in zone già visitate.
  • Modalità Mercenari e Winters’ Expansion aumentano il valore dopo la storia principale.

Castello gotico innevato, con creature volanti che ricordano la resident evil village recensione. Atmosfera cupa e minacciosa.

Il verdetto sulla mia recensione di Resident Evil Village

La mia recensione di Resident Evil Village parte da una considerazione semplice: non è il capitolo più spaventoso della serie, ma è probabilmente uno dei più completi. Capcom prende la visuale in prima persona di Resident Evil 7, la combina con il ritmo di Resident Evil 4 e costruisce un’avventura più varia, leggibile e spettacolare.

Il risultato funziona soprattutto quando il gioco cambia registro. Si passa dall’esplorazione inquieta agli scontri contro gruppi di nemici, dai puzzle ambientali alle fughe più claustrofobiche. Alcune sequenze sono davvero riuscite, mentre altre sembrano progettate per stupire più che per creare paura duratura.

Il mio voto è 8,5 su 10. Non lo considero perfetto, perché la seconda metà perde parte dell’atmosfera iniziale e la storia indulge in spiegazioni fin troppo elaborate. Però il ritmo resta solido e raramente ho avuto la sensazione di giocare una sezione inserita solo per allungare l’avventura.

Una storia più ambiziosa, con qualche eccesso

Village riprende la vicenda di Ethan Winters dopo gli eventi di Resident Evil 7. Non serve conoscere ogni dettaglio della saga, ma giocare il capitolo precedente aiuta a comprendere meglio motivazioni, rapporti tra i personaggi e alcuni passaggi narrativi.

L’ambientazione è il vero centro del gioco. Il villaggio non è soltanto uno sfondo, ma una base da cui si diramano aree molto diverse, ciascuna controllata da una figura dominante. Questa struttura permette alla campagna di cambiare atmosfera più volte senza perdere del tutto il filo conduttore.

Ho apprezzato il modo in cui il gioco presenta i suoi antagonisti, soprattutto perché ognuno introduce un tipo di esperienza differente. Alcuni personaggi sono diventati più famosi per il loro impatto visivo e mediatico che per il tempo effettivo trascorso in scena, ma la loro presenza contribuisce a rendere il mondo riconoscibile.

La critica principale riguarda il tono. L’inizio è cupo e opprimente, mentre più avanti la storia abbraccia apertamente l’azione, il grottesco e la fantascienza. Per me questa scelta funziona, ma chi cerca un horror psicologico compatto potrebbe trovarla troppo discontinua. Anche il doppiaggio italiano è valido nel complesso, pur con interpretazioni non sempre omogenee.

Il villaggio premia l’esplorazione senza diventare open world

Il design della mappa è uno dei punti migliori. Non ci troviamo davanti a un vero open world, ma a un’area centrale che si apre progressivamente. Tornare in luoghi già visitati diventa utile perché nuove chiavi, strumenti e abilità permettono di raggiungere stanze prima inaccessibili.

Questa struttura crea un buon equilibrio tra linearità e libertà. Il percorso principale è facile da seguire, mentre l’esplorazione offre tesori, materiali, armi e potenziamenti. Il gioco comunica abbastanza bene dove vale la pena tornare, senza trasformare ogni deviazione in una caccia estenuante al collezionabile.

Il sistema di gestione dell’inventario riprende alcune idee di Resident Evil 4. Lo spazio è limitato, ma ampliabile, e costringe a decidere se portare più munizioni, cure o componenti per la creazione. Il Duca, il mercante del gioco, permette di acquistare armi, ricette e miglioramenti usando la valuta raccolta durante l’avventura.

Qui emerge una differenza importante tra le difficoltà. A livello normale il gioco tende a essere generoso con munizioni e risorse, mentre nelle modalità più alte la pianificazione diventa decisiva. Chi vuole vivere davvero la tensione dovrebbe evitare di affrontarlo come uno sparatutto e imparare a risparmiare risorse negli scontri meno importanti.

Combattimenti solidi, paura meno costante

Il sistema di combattimento è fluido e più ricco rispetto a quello di Resident Evil 7. Ethan può bloccare alcuni attacchi, muoversi mentre mira, fabbricare munizioni e alternare pistola, fucile, esplosivi e armi più potenti. Il blocco non elimina il pericolo, ma offre una possibilità concreta di sopravvivere quando i nemici accerchiano il protagonista.

Gli avversari sono spesso numerosi e aggressivi, con comportamenti che spingono a scegliere rapidamente tra fuga e combattimento. In molti casi conviene non eliminare tutto ciò che si muove. Le munizioni non sono infinite e alcuni scontri possono consumare risorse che servirebbero più avanti.

La varietà degli scenari è un punto di forza, ma anche il motivo per cui la paura non mantiene sempre la stessa intensità. Le sezioni più riuscite lavorano sul silenzio, sull’incertezza e sulla vulnerabilità. Altre puntano invece su grandi arene, boss e scontri spettacolari, avvicinandosi maggiormente all’action horror.

I puzzle sono generalmente accessibili. Non aspettatevi enigmi complessi come quelli dei primi episodi, perché la maggior parte richiede osservazione, ricerca di oggetti e una buona lettura dell’ambiente. A mio parere è una scelta coerente con il ritmo moderno del gioco, anche se chi ama le lunghe pause investigative potrebbe desiderare maggiore profondità.

Durata, modalità extra e valore dell’acquisto

La campagna principale richiede mediamente 9-12 ore alla prima partita. Esplorando ogni angolo, completando le attività opzionali e cercando tutti i tesori si può arrivare intorno alle 15 ore. La durata dipende anche dalla difficoltà e dal tempo impiegato nei combattimenti più impegnativi.

Contenuto Durata o valore Per chi è indicato
Campagna principale Circa 9-12 ore Chi vuole vivere la storia completa
Esplorazione e tesori Alcune ore aggiuntive Chi ama raccogliere risorse e potenziare l’equipaggiamento
Mercenari Rigiocabilità elevata Chi preferisce combattimenti rapidi e punteggi
Shadows of Rose Espansione breve ma narrativa Chi vuole approfondire la famiglia Winters

La modalità Mercenari si sblocca dopo aver completato la storia e cambia completamente ritmo. Qui conta eliminare i nemici rapidamente, concatenare combo e scegliere il percorso migliore. Non ha la stessa profondità della campagna, ma offre un motivo concreto per tornare a giocare, soprattutto per chi ama migliorare i propri punteggi.

La Winters’ Expansion aggiunge la storia Shadows of Rose, la visuale in terza persona per la campagna e contenuti extra per Mercenari. La modalità in terza persona è interessante, ma non cambia radicalmente il design dell’avventura. La consiglio soprattutto a chi ha apprezzato la famiglia Winters e vuole un epilogo più concentrato.

Nel 2026 il gioco ha senso soprattutto quando viene acquistato in un’edizione che include già i contenuti aggiuntivi. A prezzo pieno valuterei anche i gusti personali, mentre in offerta diventa uno dei survival horror più convenienti per chi cerca una campagna ricca e ben rifinita.

A chi consiglio davvero Resident Evil Village

Lo consiglio a chi vuole un horror accessibile, con un ritmo sostenuto e una buona alternanza tra esplorazione e combattimenti. È una scelta particolarmente adatta a chi ha apprezzato Resident Evil 4, perché riprende la sua attenzione per l’azione e per la varietà delle situazioni.

Lo consiglierei anche ai giocatori che hanno trovato Resident Evil 7 troppo claustrofobico. Village offre ancora momenti disturbanti, ma lascia più spazio alla mobilità, alla raccolta di risorse e agli scontri diretti. Chi invece cerca un’esperienza basata quasi interamente sulla paura potrebbe preferire il capitolo precedente.

  • Sì se amate ambientazioni gotiche, boss molto diversi tra loro e campagne compatte.
  • Sì se apprezzate la rigiocabilità, il New Game Plus e la modalità Mercenari.
  • Con riserva se pretendete un horror realistico e costantemente opprimente.
  • Con riserva se non amate le storie ricche di spiegazioni e svolte spettacolari.

Il suo limite più evidente è proprio l’ambizione. Resident Evil Village vuole essere horror, action, avventura e spettacolo allo stesso tempo. Non sempre riesce a fondere tutto con la stessa eleganza, ma quando trova il tono giusto produce alcune delle migliori sequenze della serie recente.

Il modo migliore per affrontare questa avventura

Il mio consiglio è di giocarlo senza correre e senza consumare subito ogni risorsa. Esplorate il villaggio dopo ogni nuovo strumento, controllate gli spazi laterali e conservate le armi più potenti per le situazioni davvero rischiose.

Se cercate soprattutto paura e atmosfera, scegliete una difficoltà che vi costringa a gestire l’inventario e giocate con cuffie di buona qualità. Se invece preferite l’azione, la difficoltà standard e la modalità Mercenari valorizzano meglio il lato più spettacolare del titolo.

In definitiva, Resident Evil Village non è il survival horror più puro della saga, ma resta un’avventura varia, curata e sorprendentemente rigiocabile. La sua formula non piacerà a chi vuole soltanto terrore psicologico, mentre conquisterà chi cerca un’esperienza capace di cambiare ritmo senza perdere il gusto dell’esplorazione.

Domande frequenti

La storia principale dura circa 9-12 ore alla prima partita. Esplorando ogni area, completando le attività opzionali e cercando i tesori, si può arrivare intorno alle 15 ore.

No, Village è meno incentrato sull’horror puro. Offre comunque sequenze inquietanti, ma alterna paura, azione, boss e spettacolo con maggiore varietà rispetto a Resident Evil 7.

L’espansione include Shadows of Rose, la visuale in terza persona per la campagna e contenuti aggiuntivi per Mercenari. È consigliata soprattutto a chi vuole approfondire la famiglia Winters.

È indicato per chi apprezza ambientazioni gotiche, esplorazione, combattimenti e campagne compatte. Può invece deludere chi cerca un horror psicologico costantemente opprimente e realistico.

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Autor Artes Palumbo
Artes Palumbo
Mi chiamo Artes Palumbo e ho accumulato 9 anni di esperienza nel mondo dei videogiochi, delle guide, dell'hardware e degli esports. La mia passione per i giochi è nata fin da giovane, quando passavo ore a esplorare mondi virtuali e a sfidare amici in competizioni avvincenti. Questo mi ha spinto a voler condividere le mie conoscenze e aiutare gli altri a orientarsi in un settore così vasto e in continua evoluzione. Scrivo di argomenti che vanno dalle ultime tendenze in ambito hardware alle strategie per migliorare nel gaming competitivo. Mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, controllando sempre le fonti e semplificando concetti complessi per renderli accessibili a tutti. La mia missione è quella di accompagnare i lettori in questo affascinante universo, rendendo ogni articolo una risorsa chiara e preziosa.

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