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Elden Ring - Sconfiggi Radagon e Elden Beast: guida definitiva

Artes Palumbo 4 marzo 2026
Un personaggio con un cappello a punta e un mantello scuro si erge di fronte a una luce accecante, pronto ad affrontare il boss finale di Elden Ring.

Indice

Il boss finale del gioco base di Elden Ring non è un singolo avversario, ma una doppia prova che mette insieme lettura dei pattern, gestione della stamina e una build capace di reggere due fasi molto diverse. In questa guida ti spiego come prepararti, quali armi e ceneri funzionano meglio, come affrontare Radagon e come non farti trascinare per l’arena dall’Elden Beast. Se stai bloccando l’ultimo tratto della run, qui trovi indicazioni concrete, senza giri inutili.

I punti che fanno la differenza nello scontro finale

  • Radagon ed Elden Beast condividono il tentativo, ma non la stessa logica: il primo punisce i tempi sbagliati, il secondo punisce l’inseguimento.
  • Io entrerei con Vigor almeno 50-60, arma al massimo compatibile e una protezione seria contro il danno sacro.
  • Il danno fisico costante vale più di effetti eleganti ma lenti, soprattutto nella seconda metà del fight.
  • Le ceneri spiritiche aiutano molto; il co-op umano allunga lo scontro perché scala la vita del boss.
  • Se vuoi più finali, pensa al salvataggio prima di toccare l’epilogo.

Chi è davvero l’ultimo scontro del gioco base

Qui parlo del gioco base: nel DLC Shadow of the Erdtree il finale cambia, quindi è bene non confondere i due percorsi. Nel gioco principale, il combattimento finale è una coppia serrata: prima Radagon dell’Ordine Aureo, poi Elden Beast, senza un vero momento di respiro tra i due. Il dettaglio importante è questo: non stai affrontando due boss “separati”, ma un unico test di tenuta in cui ogni errore sulla prima fase ti presenta la seconda già in svantaggio.

Radagon è il filtro tecnico. Ha ritmi secchi, colpi che sembrano brevi ma coprono bene lo spazio e una finestra di punizione che si chiude in fretta se ti avvicini con troppa fame di danno. Elden Beast, invece, sposta il problema sul controllo dell’arena: teletrasporti, ampi movimenti e attacchi sacri che ti costringono a leggere lo spazio prima ancora del singolo colpo. Per questo il finale va trattato come una maratona di precisione, non come un semplice picco di DPS.

La conseguenza pratica è semplice: se arrivi al trono finale con un setup sbagliato, non perdi solo per mancanza di danno, ma perché stai chiedendo alla build di coprire due errori diversi con gli stessi strumenti. E per sistemare questo punto conviene partire dalla preparazione, non dal panico dell’ultimo corridoio.

Come prepararti prima di entrare nell’Erdtree

Io consiglio di arrivare allo scontro con un margine reale, non con la speranza di “fare bene al primo colpo”. Se sei troppo sotto livello, ogni colpo diventa una scommessa; se invece il personaggio è solido, il fight si trasforma in un esercizio di lettura. In pratica, un range intorno a livello 120-150 resta il più comodo per la maggior parte delle build, con armi portate al massimo compatibile con il tuo percorso di upgrade.

Voce Consiglio Perché conta
Vigor 50-60 Ti evita di morire per due errori banali, soprattutto contro Radagon.
Arma +25 per le armi standard, +10 per quelle speciali Il danno affidabile pesa più di qualunque trucco improvvisato.
Negazione sacra Alta priorità su armatura, talismani o buff Entrambi i boss finali picchiano forte sul versante sacro.
Carico Carico medio stabile Non serve il light roll a tutti i costi, ma la mobilità non va sacrificata.
Fiasche Distribuzione sbilanciata verso HP nella prima metà Radagon non va affrontato con la mano pesante sulle cure, ma con criterio.

Se giochi una build Faith, tieni presente una cosa: il sacro puro non è la strada più efficiente nel finale. Meglio puntare su fuoco, supporto e cura, lasciando il danno sacro come eventuale contorno, non come asse principale. Se invece sei su qualità, forza o destrezza, hai una strada più lineare: danno fisico solido, pochi fronzoli e finestre brevi ma affidabili. Quando la base è a posto, la domanda vera diventa quale configurazione rende il combattimento più pulito.

Build, armi e ceneri che funzionano meglio

Il modo più veloce per complicarti la vita è cercare una build “perfetta” che faccia tutto. Qui funziona meglio l’approccio opposto: scegli il profilo più stabile per la tua mano. Le armi più comode sono quelle che garantiscono danno consistente su finestre corte, senza pretendere un cast lungo o una combinazione troppo dipendente dal posizionamento ideale.

Build Punto forte Limite reale Uso consigliato
Forza e armi contundenti Radagon soffre bene la pressione ravvicinata e il danno fisico stabile Elden Beast tende a farti correre dietro ai suoi movimenti Se vuoi punire con salti, colpi pesanti e poche esitazioni
Destrezza o qualità Recupero rapido e schivate fluide Ogni colpo pesa meno, quindi l’errore di greed si paga Se vuoi imparare il fight senza sentirti rigido
Fede con focus su fuoco e supporto Buff utili, cure più comode, buona versatilità Se insisti sul danno sacro, la seconda fase ti ridimensiona subito Se ti piace controllare la fight con preparazione e utilità
Magia a distanza Più sicurezza nella lettura dei pattern Le spell lente perdono valore quando il boss si allontana o si teletrasporta Se usi cast rapidi e non vuoi forzare il corpo a corpo

Tra le ceneri spiritiche, io darei priorità a quelle che reggono l’aggro e non crollano subito. Una ceneri robusta ti compra finestre vere, non solo spettacolo. In co-op, invece, il problema cambia: il boss ottiene più vita e il fight si allunga, quindi il vantaggio dipende davvero dalla coordinazione del gruppo. Per una run pulita, meglio un alleato affidabile o una ceneri ben scelta che due partner casuali senza ritmo. Quando l’equipaggiamento è chiaro, il vero lavoro comincia con Radagon.

Come affrontare Radagon senza sprecare risorse

Radagon sembra più “normale” di Elden Beast, ma è proprio questo a fregare molti giocatori. Ha colpi leggibili, sì, però la distanza di sicurezza è spesso ingannevole: stai troppo lontano e ti punisce con la chiusura; stai troppo vicino e ti costringe a reagire con il timing sbagliato. Io lo tratto come un boss da punire, non da pressare.

I segnali da leggere subito

Le sue martellate e i suoi affondi arrivano con animazioni nette, ma la finestra vera non è il colpo in sé: è il momento in cui la combo si chiude, quando il boss si rialza o dopo un teletrasporto breve. Se rotoli sempre all’indietro, finisci spesso fuori posizione e sprechi la stamina. Molto meglio restare calmi, schivare di lato o verso di lui quando il colpo lo permette e conservare energia per la seconda evasione.

Le aperture davvero sicure

  • Dopo un salto con slam a terra, entra per uno o due colpi, poi esci.
  • Dopo un teletrasporto, non inseguire subito: aspetta che si ricomponga e solo allora punisci.
  • Se usi uno scudo, non affidarti al blocco come soluzione universale: serve solo a comprare un momento, non a vincere il fight da solo.

Gli errori che gli regalano il controllo

Il classico errore è spingere per un colpo in più quando la combo è già chiusa. Un altro è spendere troppe fiasche nel tentativo di “chiudere in fretta” la fase: Radagon non perdona la fretta, perché ti presenta Elden Beast con meno margine. Il mio consiglio è secco: non vincere la prima fase con l’ego, vinci con il consumo minimo di risorse. Se esci vivo da Radagon con abbastanza cure, la seconda metà diventa molto più gestibile.

Ed è proprio lì che cambia il ritmo del combattimento: non più un duello serrato, ma una caccia lunga in un’arena enorme.

Scontro epico contro l'Elden Beast, il boss finale di Elden Ring, in un'arena dorata e acquatica.

Come battere Elden Beast senza inseguirlo a vuoto

Elden Beast è il motivo per cui tanti giocatori sentono il finale come un test di pazienza, non solo di abilità. Si muove molto, occupa spazio con attacchi ampi e ti costringe a ragionare in termini di posizionamento, non di pressione continua. Inoltre, il danno sacro qui è una pessima idea: il boss lo regge molto bene, mentre il danno fisico resta la scelta più lineare.

Come gestire i teletrasporti

La regola migliore è non andare in panico quando sparisce. Tieni sempre abbastanza stamina per riprendere il movimento e riposizionati con calma, invece di sprintare in linea retta fino a svuotarti. Il momento giusto per colpire arriva quando il boss si ferma dopo un movimento ampio, non quando sei tu a volerlo raggiungere a ogni costo.

Le mosse che devi rispettare

  • Il grande affondo con la spada va letto in anticipo: schiva di lato e poi entra solo se hai spazio reale.
  • Gli attacchi sacri ad area non vanno “scavati” con la fretta, ma evitati con un movimento pulito e controllato.
  • Quando sale in aria o si allontana per preparare un attacco largo, fermati un istante: inseguirlo senza logica di solito ti fa perdere più di quanto ti faccia guadagnare.

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Il ritmo giusto per punirlo

Su Elden Beast io cerco colpi brevi, puliti e ripetibili. Non mi interessa il burst spettacolare se poi resto senza stamina quando parte la prossima ondata di raggi. Se hai una build melee, due colpi sicuri valgono più di una combo completa tirata per nervosismo. Se giochi caster, preferisci incantesimi veloci e non castare solo quando sei perfettamente comodo: il boss non ti lascia quasi mai quel lusso.

Quando smetti di inseguirlo come fosse un bersaglio mobile e inizi a trattarlo come un problema di geometria, la fase finale perde metà della sua frustrazione. Restano però alcuni errori molto comuni che continuano a far crollare tentativi quasi chiusi.

Gli errori che fanno saltare un tentativo quasi chiuso

Qui vedo sempre gli stessi quattro o cinque passi falsi. Il primo è entrare con un’arma costruita male per il finale, spesso troppo legata al sacro o a un effetto che richiede troppo tempo per incidere. Il secondo è arrivare con Vigor basso e poi lamentarsi dei one-shot: il gioco sta semplicemente chiedendo una base difensiva adeguata.

  • Consumare troppe fiasche su Radagon e presentarsi a Elden Beast senza margine.
  • Restare fissi sulla distanza sbagliata, né abbastanza vicini per punire né abbastanza lontani per leggere.
  • Provare a forzare il danno quando il boss è chiaramente in fase di movimento o di transizione.
  • Sottovalutare la stamina: se la svuoti, il fight si trasforma in una corsa persa.
  • Ignorare il fatto che il terreno conta: l’arena grande non è un vantaggio automatico, perché può diventare dispersione pura.

Il punto non è giocare perfettamente. Il punto è non regalare al boss finestre che non meritava. Una run quasi chiusa salta quasi sempre per un gesto in più, non per un gesto in meno. E quando smetti di voler “chiudere in stile”, la qualità del tentativo sale subito.

Prima di toccare l’epilogo, controlla questi dettagli

L’ultimo tratto prima del finale merita una verifica fredda. Se vuoi sbloccare più finali nella stessa run, decidi prima quale scelta vuoi vedere e valuta un backup del salvataggio prima dell’interazione conclusiva. È un passaggio semplice, ma ti evita di rifare tutta la coda finale solo per correggere una decisione presa di fretta.

Controlla anche le questline che ti interessano davvero, perché alcune chiusure narrative si intrecciano con l’epilogo e non sempre conviene arrivarci “alla cieca”. Io consiglio di fermarti un minuto, guardare il tuo stato attuale e chiederti se stai finendo solo il boss o anche l’intero percorso che volevi vedere chiuso in quella partita. Quando il finale arriva, la differenza la fa la preparazione che hai fatto prima, non il colpo di fortuna all’ultimo secondo.

Se vuoi, il modo più sano di affrontare questo scontro è pensarlo come un esame di tenuta: prima sistemi build e difese, poi impari il ritmo di Radagon, infine giochi Elden Beast con pazienza e posizionamento. A quel punto il finale non smette di essere difficile, ma smette di essere ingiusto.

Domande frequenti

Un livello tra 120 e 150 è generalmente consigliato per avere un margine confortevole. Assicurati che le tue armi siano al massimo potenziamento compatibile con la tua build.

Prioritizza Vigor (50-60) per la sopravvivenza. La negazione sacra è cruciale, quindi equipaggia armatura e talismani che la potenzino. Il danno fisico costante è più efficace del danno sacro.

Scegli ceneri spiritiche che possano reggere l'aggro e non vengano sconfitte facilmente, comprandoti finestre di tempo per attaccare o curarti. Un alleato robusto è più utile di un DPS elevato ma fragile.

Non farti prendere dal panico e non inseguirlo a vuoto. Mantieni la stamina per riposizionarti con calma. Colpisci quando si ferma dopo un movimento ampio, preferendo attacchi brevi e puliti.

No, il danno sacro è poco efficace, specialmente contro l'Elden Beast che lo resiste bene. Concentrati su danni fisici o fuoco per massimizzare l'efficienza degli attacchi.

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Autor Artes Palumbo
Artes Palumbo
Sono Artes Palumbo, un esperto nel settore dei videogiochi, con anni di esperienza nell'analisi del mercato e nella scrittura di contenuti specializzati. Ho dedicato gran parte della mia carriera a esplorare le ultime tendenze nel mondo dei videogiochi, delle guide strategiche e dell'hardware, nonché nel dinamico universo degli esports. La mia passione per il gaming mi ha portato a sviluppare una conoscenza approfondita delle meccaniche di gioco e delle tecnologie emergenti, permettendomi di offrire articoli che semplificano dati complessi e forniscono analisi obiettive. Sono impegnato a garantire che i miei lettori ricevano informazioni accurate e aggiornate, contribuendo così a una comunità di appassionati ben informati e coinvolti. La mia missione è quella di fornire contenuti di alta qualità che non solo intrattengano, ma che educano e ispirano, aiutando i lettori a navigare nel vasto mondo dei videogiochi e delle nuove tecnologie.

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