I punti da tenere a mente prima di entrare nel Regno dei Fiori
- È un platform 2D pensato per sorprendere, non per ripetere all’infinito gli schemi dei Mario classici.
- Le trasformazioni dei livelli e i potenziamenti cambiano davvero il ritmo dell’avventura.
- Yoshi e Nabbit sono la scelta più comoda se vuoi iniziare senza troppa pressione.
- Il multigiocatore locale arriva fino a 4 giocatori, mentre l’online amplia molto il caos controllato.
- Nel 2026 la scelta si divide tra la versione base per Switch e la Nintendo Switch 2 Edition con contenuti extra.
Che tipo di esperienza offre davvero
Io lo leggo come un platform che parte da fondamenta chiarissime e poi le piega in continuazione. Nintendo lo presenta come una nuova avventura a scorrimento orizzontale in 2D, ma il punto non è l’etichetta: è il modo in cui ogni livello sembra voler cambiare regole, ritmo o prospettiva appena ti senti al sicuro.
Questa è la ragione per cui funziona sia per chi ama i Mario più tradizionali sia per chi cerca un platform meno prevedibile. Non ti chiede di imparare un sistema complicato; ti chiede, semmai, di restare attento, perché il gioco premia chi osserva il livello e non si limita a correre in avanti. Da qui, il vero valore sta nel modo in cui i singoli stage rompono le aspettative.

Le meccaniche che cambiano davvero il ritmo
La differenza più importante la fanno le trasformazioni e gli effetti speciali legati ai livelli. A me colpisce soprattutto questo: il gioco non usa le sue idee migliori come semplice decorazione, ma come strumenti per alterare il percorso, la lettura del livello e perfino il tuo modo di muoverti.
Le trasformazioni non sono un vezzo estetico
Le sezioni con trasformazione in elefante, il potenziamento che ti permette di colpire con più forza, e la forma che ti fa scavare sotto il livello cambiano il piano di gioco in modo molto concreto. Non sono bonus messi lì per farti sorridere e basta: ti aprono nuove soluzioni, nuove vie d’accesso e, in certi casi, anche nuovi errori da evitare.
I livelli “meraviglia” spezzano la routine
Il cuore del gioco sta negli effetti che alterano un livello nel momento giusto: una piattaforma che non si comporta più come prima, un percorso che cambia direzione, una scena che ti costringe a leggere il mondo con occhi diversi. È qui che il platform smette di essere solo precisione e diventa anche sorpresa. Io lo trovo il suo colpo migliore, perché evita quella sensazione da “già visto” che affligge tanti sequel troppo prudenti.
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I badge danno un’identità al tuo stile
I badge non servono a collezionare numeri su una scheda: modificano il modo in cui affronti i livelli e ti spingono a scegliere un approccio più adatto a te. In pratica, rendono il gioco meno rigido. Se ami la mobilità, cercherai un certo tipo di supporto; se preferisci sicurezza e controllo, ne userai un altro. Questo dettaglio pesa più di quanto sembri, perché trasforma una corsa lineare in una serie di micro-decisioni intelligenti.
Con queste basi è più facile capire perché alcuni personaggi risultano molto più accessibili di altri, e lì la curva di difficoltà diventa davvero interessante.
Personaggi e difficoltà non sono messi lì per caso
Il roster è costruito per dare ritmo e accessibilità, non solo per mettere in copertina i volti più famosi. Mario, Luigi, Peach, Daisy, i Toad e Toadette coprono il classico immaginario della serie, ma la cosa più utile per molti giocatori è un’altra: Yoshi e Nabbit non subiscono danni, quindi sono perfetti per chi vuole prendere confidenza senza farsi schiacciare dalla frustrazione.
- Se sei alle prime armi, Yoshi e Nabbit abbassano molto la pressione e ti lasciano concentrarti su salti, tempismo e lettura del livello.
- Se vuoi un Mario più “pulito”, i personaggi classici mantengono il bilanciamento tradizionale tra rischio e precisione.
- Se vuoi giocare in famiglia, la presenza di opzioni più permissive evita che il gruppo si spacchi subito tra chi va forte e chi resta indietro.
Secondo me è una scelta intelligente, perché non semplifica il gioco in modo pigro: costruisce una porta d’ingresso diversa per chi non vuole affrontare subito la parte più punitiva del platform. E proprio qui arriva il punto che molti vogliono sapere prima di comprare il gioco: come si comporta in compagnia.
Il multigiocatore locale e online regge bene il confronto
Il multiplayer è uno dei motivi più solidi per cui questo capitolo resta vivo anche oggi. In locale puoi giocare fino a 4 sulla stessa console, e il gioco lavora bene sul caos cooperativo: si condividono potenziamenti, si aiutano i compagni nei punti difficili e, quando qualcuno va in crisi, il gruppo può recuperarlo senza buttare via la partita.
Per l’online, Nintendo specifica che serve un’iscrizione a Nintendo Switch Online, oltre a un account Nintendo e alla connessione internet. In cambio ottieni una struttura più ampia: fino a 12 giocatori nella Co-Op Room e fino a 4 sul singolo percorso. Non è solo “più gente che corre”: puoi vedere i percorsi lasciati dagli altri, usare gli standee per aiutare chi è in difficoltà e trasformare un livello difficile in una piccola prova di coordinazione.| Modalità | Giocatori | Cosa cambia | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Locale | Fino a 4 sulla stessa console | Co-op immediata, condivisione dei power-up, aiuto reciproco nei passaggi difficili | Se giochi sul divano con amici o famiglia |
| Online | Fino a 12 nella Co-Op Room, fino a 4 sul singolo livello | Più interazione, percorsi visibili dagli altri, standee e recuperi più fluidi | Se vuoi una partita più sociale e meno legata alla sola console |
Questa parte funziona bene perché non ti obbliga a scegliere tra competizione e cooperazione pura: ti lascia oscillare tra le due cose senza rompere il ritmo del gioco. A quel punto la domanda diventa semplice: quale versione ha senso prendere davvero nel 2026?
Quale versione conviene nel 2026
Qui la scelta è più pratica che emotiva. La versione base resta quella giusta se hai una Nintendo Switch classica e vuoi l’esperienza completa del gioco così com’è stata pensata all’origine. Nintendo ha poi affiancato una Nintendo Switch 2 Edition con contenuti e migliorie aggiuntive, e qui il valore cambia soprattutto per chi ha già la nuova console o sta pensando di fare il salto.La regola, in sostanza, è molto semplice: se giochi su Switch, non ti perdi l’avventura; se giochi su Switch 2, puoi valutare se le aggiunte extra giustificano l’upgrade. E se possiedi già il gioco per Switch, il pacchetto di aggiornamento ti permette di passare alla nuova edizione senza ricomprare tutto da zero.
| Versione | Piattaforma | Cosa offre | Scelta sensata se |
|---|---|---|---|
| Versione base | Nintendo Switch | Avventura completa, multiplayer locale e online, identità visiva e design originale | Hai già Switch o vuoi il gioco nella sua forma essenziale |
| Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel | Nintendo Switch 2 | Nuovi contenuti di gioco, Rosalinda, Sfavillotto Aiutante, risoluzione fino a 4K in TV, GameShare e comandi stile mouse | Vuoi contenuti extra e giochi già su Switch 2 |
La differenza non è solo tecnica: l’edizione Switch 2 spinge di più sul pacchetto complessivo, mentre la versione base resta la scelta più lineare per chi vuole il cuore dell’esperienza senza complicazioni. Una volta chiarita la versione, resta da capire per chi questo gioco ha davvero il maggior senso oggi.
Cosa controllare prima di comprarlo nel 2026
Se devo essere diretto, il consiglio dipende meno dal nome sulla copertina e più dal tipo di partita che vuoi fare. Lo prenderei senza esitazioni se cerchi un platform 2D vivace, con sorprese continue e un ritmo che non si adagia mai troppo. Lo prenderei ancora di più se ti interessa giocarlo in co-op locale, perché lì il gioco rende davvero bene.
- Prendilo se vuoi un Mario 2D moderno ma leggibile, con creatività vera e non solo rifinitura estetica.
- Prendilo se giochi spesso con altre persone sulla stessa console: il caos qui è parte del divertimento.
- Valuta con attenzione la Switch 2 Edition solo se hai davvero Switch 2 e vuoi i contenuti extra, non solo la versione base migliorata.
- Scegli Yoshi o Nabbit se non vuoi che la difficoltà ti freni nelle prime ore.
Il punto, alla fine, è che questo gioco non vive di nostalgia ma di ritmo: ti invita a restare curioso livello dopo livello, e nel 2026 è proprio questa la qualità che lo fa reggere meglio di tanti platform più conservativi. Se vuoi un Mario che premi attenzione, sorpresa e gioco condiviso, qui c’è ancora molto da fare.
