Kratos è passato dalla rabbia contro gli dèi dell’Olimpo a una lotta più intima per proteggere Atreus e costruire un futuro diverso. La saga God of War unisce combattimenti spettacolari, mitologia, esplorazione e una delle evoluzioni narrative più riuscite del videogioco moderno. Qui chiarisco da dove iniziare, in quale ordine giocare i capitoli, quali piattaforme scegliere e cosa aspettarsi dalle novità del 2026.
La saga offre due grandi ere e diversi modi per viverla
- Due mitologie fanno da sfondo alla storia: quella greca e quella norrena.
- Per iniziare oggi consiglio il capitolo del 2018, seguito da Ragnarök.
- La campagna del 2018 dura circa 20-25 ore, mentre Ragnarök può arrivare a 40 ore con alcune attività secondarie.
- Valhalla è un’espansione gratuita con struttura roguelite, ma rende meglio dopo la conclusione di Ragnarök.
- Nel 2026 sono disponibili Sons of Sparta su PS5 e nuovi progetti legati alla serie.

Perché questa serie continua a essere così importante
All’inizio la serie sembrava soprattutto un’esperienza d’azione basata su combo, boss enormi e vendetta. La trilogia greca puntava su un ritmo aggressivo, scenari monumentali e una rappresentazione molto spettacolare degli dèi. Il giovane Kratos era una figura distruttiva, guidata dal rancore e incapace di sottrarsi alla propria violenza.
Con il capitolo del 2018, Santa Monica Studio ha cambiato il tono senza rinunciare all’identità originale. La telecamera ravvicinata, l’ascia Leviatano e il rapporto con Atreus trasformano il combattimento in qualcosa di più leggibile e il viaggio in una storia sul controllo della rabbia, sul lutto e sulla responsabilità.
Secondo me, il punto forte non è soltanto la grafica. È il modo in cui il gioco collega mitologia e crescita personale: gli dèi non sono semplici nemici da abbattere, ma parte di un mondo dove ogni scelta di Kratos ha conseguenze sul figlio e sulle persone che incontra.
In quale ordine giocare i capitoli
La cronologia degli eventi non coincide sempre con l’ordine di uscita. Per chi arriva oggi, consiglio di privilegiare la continuità narrativa e di non iniziare dai titoli secondari, perché alcuni funzionano meglio quando si conosce già il passato di Kratos.
| Ordine consigliato | Capitolo | Cosa offre |
|---|---|---|
| 1 | God of War del 2018 | Nuovo inizio, mitologia norrena e rapporto tra Kratos e Atreus |
| 2 | God of War Ragnarök | Conclusione della storia norrena, più armi, regni e attività secondarie |
| 3 | Valhalla | Contenuto gratuito post-campagna con combattimenti roguelite |
| 4 | Trilogia greca e spin-off | Approfondimento delle origini e della trasformazione del protagonista |
| 5 | Sons of Sparta | Prequel canonico in 2D ambientato durante la giovinezza di Kratos |
Chi vuole seguire la storia in ordine cronologico può partire da Chains of Olympus, proseguire con il primo capitolo, Ghost of Sparta, il secondo, il terzo e Ascension, per arrivare infine all’era norrena. È un percorso interessante per gli appassionati, ma non quello che sceglierei per una prima esperienza: i giochi più recenti spiegano il passato con maggiore efficacia proprio perché danno per scontato che il giocatore conosca almeno in parte il vecchio Kratos.
Il capitolo del 2018 e Ragnarök sono disponibili su PlayStation 4, PlayStation 5 e PC. Su computer offrono impostazioni grafiche aggiuntive, supporto ai monitor ultrawide e tecnologie di upscaling, quindi rappresentano una buona scelta per chi non possiede una console Sony.
Le differenze tra l’era greca e quella norrena
La trilogia greca punta sulla velocità
I primi giochi usano una telecamera più distante e un sistema di combattimento vicino all’hack and slash classico. Le Lame del Caos permettono di colpire più nemici contemporaneamente, mentre le armi secondarie e le magie incoraggiano combo rapide e aggressive.
Il ritmo è generalmente più lineare e gli enigmi hanno una funzione di pausa tra una battaglia e l’altra. Io li consiglio a chi cerca azione immediata, boss spettacolari e una vendetta mitologica senza troppe deviazioni.
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L’era norrena costruisce un viaggio più personale
Nel 2018 e in Ragnarök il combattimento richiede più attenzione alla posizione, alla parata e alla gestione delle abilità. L’ascia può essere richiamata a distanza, il leviatano può congelare i bersagli e lo scudo diventa parte attiva della difesa, non un semplice elemento estetico.
Il mondo è anche più esplorabile. Alcune aree opzionali contengono missioni, armature e dialoghi che approfondiscono personaggi come Freya, Mimir e Brok. Non tutto è indispensabile, ma proprio queste deviazioni rendono la seconda era più ricca e meno prevedibile.
Quanto durano e che tipo di esperienza offrono
La durata dipende dal livello di difficoltà e da quanto tempo si dedica all’esplorazione. La storia principale del gioco del 2018 richiede in media 20-25 ore, mentre una partita più completa può arrivare a 40-50 ore.
Ragnarök è più ampio. Per seguire la trama e svolgere alcune missioni secondarie servono circa 40 ore; chi vuole completare quasi tutto può superare le 55 ore. A mio avviso non conviene correre verso i titoli di coda, perché le missioni opzionali spesso contengono i momenti narrativi più riusciti.
| Esperienza | Durata indicativa | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Storia principale del 2018 | 20-25 ore | Chi vuole una campagna compatta e cinematografica |
| Completamento del 2018 | 40-50 ore | Chi ama esplorazione, equipaggiamento e sfide opzionali |
| Ragnarök con attività secondarie | Circa 40 ore | Chi cerca una storia ampia con più personaggi giocabili |
| Ragnarök quasi completo | 55-60 ore | Giocatori interessati a collezionabili e contenuti avanzati |
La difficoltà non cambia soltanto i danni inflitti dai nemici. Nei livelli più alti bisogna capire davvero il sistema di status, parate, runiche ed equipaggiamento. Per una prima partita preferisco una difficoltà intermedia, perché permette di imparare le meccaniche senza trasformare ogni scontro in una prova di pazienza.
Cosa cambia con Valhalla e Sons of Sparta
Valhalla è un’espansione gratuita per Ragnarök e si svolge dopo gli eventi principali. La struttura prende elementi dal genere roguelite, quindi ogni tentativo propone combinazioni diverse di nemici, ricompense e potenziamenti.
Non è una seconda campagna tradizionale. È più adatta a chi vuole perfezionare il combattimento e affrontare nuove sfide con Kratos. Consiglio comunque di completare prima la storia di Ragnarök, perché Valhalla contiene riflessioni importanti sul percorso del protagonista.
Sons of Sparta, pubblicato nel 2026 su PS5, cambia completamente formato. È un platform d’azione in 2D con grafica rétro, ambientato durante l’addestramento di Kratos e del fratello Deimos. La storia è canonica e introduce abilità, manufatti divini, potenziamenti per lancia e scudo e aree opzionali da esplorare.
Il prezzo indicativo in Italia è di 29,99 euro per l’edizione standard e 39,99 euro per la Digital Deluxe. Non lo considererei il punto di partenza ideale per chi non conosce la saga, ma è una proposta curiosa per chi vuole vedere come le sue meccaniche funzionano fuori dal tradizionale formato in terza persona.
Cosa sappiamo del futuro della serie nel 2026
Il futuro è già più chiaro rispetto agli anni precedenti, anche se non tutti i progetti hanno una data precisa. È stato annunciato un remake della trilogia greca originale, ma al momento non sono stati comunicati dettagli completi su uscita, contenuti e modalità di pubblicazione.
È stato inoltre presentato un nuovo capitolo dedicato a Faye, conosciuta anche come Laufey. Il gioco è previsto su PS5 e vuole mostrare una prospettiva diversa sulla mitologia norrena, con una protagonista legata direttamente alla storia di Kratos e Atreus. La data di lancio non è ancora stata annunciata, quindi diffiderei da eventuali finestre di uscita non confermate.
Questa direzione mi sembra interessante perché amplia l’universo senza limitarsi a riproporre Kratos in una nuova ambientazione. La sfida sarà mantenere il peso narrativo della saga e, allo stesso tempo, offrire un sistema di combattimento abbastanza distinto da non sembrare una semplice variazione del capitolo precedente.
La scelta più semplice per iniziare oggi
Se non hai mai giocato alla serie, partirei dal capitolo del 2018 e proseguirei con Ragnarök. È il percorso più accessibile, ha una narrazione autonoma e permette di apprezzare la trasformazione di Kratos senza dover recuperare subito ogni spin-off.
Se invece conosci già la saga norrena, la trilogia greca offre il contesto emotivo più completo. Sons of Sparta può essere lasciato per ultimo come esperimento rétro, mentre Valhalla merita attenzione dopo la conclusione di Ragnarök. In questo modo ogni gioco conserva il proprio valore e la crescita del protagonista risulta molto più evidente.
