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Maliketh Elden Ring - Guida Completa per Sconfiggerlo

Lazzaro Cattaneo 15 marzo 2026
Maliketh, the Black Blade, in Elden Ring, attacca con la sua lama infuocata. Il giocatore si prepara a schivare.

Indice

Maliketh è uno di quei boss che cambia il ritmo di Elden Ring: non è solo difficile, è un test di disciplina, lettura dei movimenti e gestione delle risorse. In questa guida ti spiego chi è davvero, dove si affronta, come prepararti senza sprecare livelli o materiali e quali errori eviterei per non trasformare lo scontro in una maratona frustrante. Chiude il cerchio anche il lato più interessante del personaggio, perché con lui il gioco smette di essere solo combattimento e diventa storia pesante, concreta.

Le informazioni chiave da avere prima di affrontarlo

  • Maliketh è un boss obbligatorio e si trova a Crumbling Farum Azula, quindi lo incontri molto avanti nella campagna.
  • Il combattimento ha due fasi distinte: Beast Clergyman e poi Maliketh vero e proprio.
  • Funzionano meglio i danni fisici e le build agili; il sacro è una scelta debole contro di lui.
  • Se hai il Blasphemous Claw, puoi semplificare una parte precisa della seconda fase.
  • La ricompensa è alta: 220.000 rune e la Remembrance of the Black Blade.

Chi è Maliketh e perché pesa così tanto sulla storia

Maliketh non è un semplice boss di fine gioco: è il guardiano della Rune of Death, la figura che rende comprensibile buona parte della tragedia di Elden Ring. Dietro la sua aggressività c’è un ruolo narrativo preciso: è il custode di un potere che definisce il modo in cui la morte funziona nelle Terre Intermedie, e il suo legame con Marika lo rende uno dei personaggi più importanti dell’intero impianto mitologico.

Quello che mi interessa di più, in lui, è il contrasto. In apparenza sembra una bestia da abbattere; in realtà è un personaggio legato a dovere, tradimento e protezione ossessiva. Anche il fatto che il giocatore lo abbia già intravisto sotto un’altra identità rende lo scontro più forte: non stai solo eliminando un boss, stai chiudendo una linea di storia che ha accompagnato il viaggio fin dall’inizio. E questo spiega anche perché la battaglia abbia un peso emotivo superiore alla media, prima ancora che tecnico.

Dove lo trovi e quando conviene affrontarlo

Lo incontri a Crumbling Farum Azula, una delle aree finali più ostili del gioco, e non è un incontro opzionale. In pratica, se vuoi arrivare preparato, io considererei sensato affrontarlo con un personaggio intorno al livello 120-150, Vigor almeno a 50-60 e un’arma già portata al massimo o quasi: +24/+25 per armi normali, +9/+10 per armi speciali.

Qui la scelta migliore non è “fare più danno possibile in teoria”, ma ridurre gli errori. Maliketh punisce le build lente, le animazioni troppo lunghe e chi prova a curare nel momento sbagliato. Se hai completato la linea di Volcano Manor e possiedi il Blasphemous Claw, portalo con te: non è obbligatorio, ma può darti un vantaggio reale in fase 2. In alternativa, concentrati su mobilità, tempismo e un equipaggiamento che non appesantisca il roll.
Scelta Perché aiuta Quando la eviterei
Danno fisico rapido Colpisce la sua finestra reale senza dipendere da resistenze scomode Se la tua arma è troppo lenta per aprirsi spazio
Sacro Poco da raccomandare qui, perché rende male contro il boss Quasi sempre, a meno di costruzioni molto specifiche
Blasphemous Claw Interrompe alcune mosse chiave della seconda fase Se non vuoi imparare il timing o non l’hai recuperato
Evocazione mobile Tiene Maliketh occupato e compra secondi preziosi Se il tuo evocato è lento e muore subito

La preparazione giusta non elimina la difficoltà, ma la rende leggibile. Ed è proprio la leggibilità il tema centrale del combattimento.

Maliketh, il lupo nero di Elden Ring, si prepara all'attacco con la sua spada insanguinata.

Come leggere la seconda fase e punire le sue finestre

La seconda fase è quella che manda in crisi la maggior parte dei giocatori, perché Maliketh diventa più mobile, più verticale e molto meno prevedibile. Il suo schema di attacco alterna salti, affondi e colpi con la spada nera che lasciano pochissimo tempo per reagire; per questo la risposta migliore non è fuggire all’indietro in modo compulsivo, ma restare vicino quanto basta per leggere il timing e poi ruotare intorno ai suoi movimenti.

Le finestre vere arrivano dopo alcuni attacchi ben precisi: il salto con l’arma proiettata, la discesa dall’alto e alcuni finisher di combo. Se usi il Blasphemous Claw, il punto non è “parare tutto”, ma aspettare i colpi marcati dal bagliore dorato e trasformare quella singola occasione in un reset della pressione. Funziona, ma richiede precisione; se sbagli timing, perdi più di quanto guadagni. In un fight così rapido, io preferisco considerarlo un moltiplicatore di sicurezza, non una scorciatoia magica.

Quando non hai l’oggetto, la logica resta la stessa: colpisci poco, ma con decisione. Attacchi veloci, una o due punizioni per finestra e mai l’idea di “far passare” un colpo in cambio del tuo. Maliketh è progettato per far sembrare conveniente il trade, e quasi sempre non lo è.

Come superare la prima fase senza svuotare le fiasche

La fase iniziale, contro il Beast Clergyman, è meno spettacolare ma altrettanto insidiosa. Qui il rischio principale è bruciare troppo tempo e troppe cure prima di arrivare al vero boss, quindi la regola è semplice: niente panico, niente inseguimenti isterici e niente attacchi lunghi se non hai visto un’apertura chiara. La sua aggressività è alta, ma i movimenti sono più leggibili di quanto sembri a prima vista.

Io la tratto come una fase di risparmio. Se stai usando una summon, lasciala assorbire parte della pressione e cerca di restare sul fianco o dietro il boss invece di inseguirlo frontalmente. Se giochi in mischia, preferisci armi che colpiscano in fretta: non ti serve il singolo colpo enorme, ti serve arrivare alla fase 2 con flask ancora utili. È qui che molti perdono il controllo, non nella parte finale.

  • Stai vicino quanto basta per far fallire alcuni suoi attacchi lunghi.
  • Usa roll laterali, non solo all’indietro, per restare dentro la sua zona di punizione.
  • Evita di curarti subito dopo essere stato respinto: spesso è proprio lì che ti prende.
  • Se usi status come gelo o bleed, considera la fase 1 come il momento in cui costruire vantaggio, non come il punto in cui chiudere il fight.

Se arrivi alla seconda metà con calma e risorse intatte, metà del lavoro è già fatto. A quel punto conta soprattutto capire cosa conviene ottenere dalla ricompensa e come leggere gli errori più frequenti.

Ricompense, build utili e errori che vedo più spesso

Una volta sconfitto, Maliketh lascia 220.000 rune e la Remembrance of the Black Blade. La memoria del boss può diventare la spada di Maliketh oppure l’incantesimo Black Blade, che richiede 46 di Faith. Se giochi una build Fede/Forza, la spada è una scelta naturale; se invece vuoi un tool da caster, l’incantesimo è più interessante perché porta con sé l’idea del suo stesso potere: danno immediato più erosione della salute massima, utile contro avversari molto robusti.

Gli errori che vedo più spesso sono sempre gli stessi. Il primo è entrare con danni sacri o con un’idea troppo rigida di build, quando qui serve flessibilità. Il secondo è voler bloccare o scambiare colpi in una fase in cui la velocità del boss rende quasi sempre più sicuro evitare e punire. Il terzo è arrivare scarichi di risorse alla fase 2 perché si è giocato la prima metà come una guerra di logoramento anziché come un reset controllato.

Se vuoi una lettura molto concreta: il fight premia chi resta calmo, chi rispetta i tempi e chi non cerca di vincere tutto con una sola idea. Maliketh non è il boss in cui “spingere di più” basta; è il boss in cui capire quando non spingere conta il doppio. Ed è anche per questo che resta uno dei combattimenti più riusciti di Elden Ring.

Perché resta uno dei combattimenti migliori da affrontare oggi

A distanza di tempo, Maliketh funziona ancora perché unisce tre cose che raramente stanno insieme con questa precisione: una costruzione narrativa forte, un moveset aggressivo ma leggibile e una ricompensa che ha senso sia sul piano del lore sia sul piano del gameplay. Non è un boss che ti chiede di trovare una sola risposta definitiva; ti chiede di mettere ordine nel tuo stile di gioco.

Se devo dirla in modo diretto, io lo considero un esame finale della parte centrale-finale di Elden Ring. Ti dice subito se la tua build è troppo pesante, se stai curando male, se ti affidi a un solo tipo di danno o se sai davvero leggere un boss che vive di ritmo e pressione. Ed è proprio questo che lo rende memorabile, oltre al suo ruolo nella storia.

Se lo affronti per la prima volta, prenditi il tempo di imparare la fase 1, tieni in tasca qualche cura per la seconda e non sottovalutare quanto valgono mobilità e pazienza. In uno scontro così, la differenza non la fa l’eroismo: la fa il controllo.

Domande frequenti

Sì, Maliketh è un boss obbligatorio che si trova a Crumbling Farum Azula, un'area avanzata del gioco. Sconfiggerlo è essenziale per progredire nella storia di Elden Ring.

Si consiglia di affrontarlo con un personaggio tra il livello 120 e 150, con Vigor almeno a 50-60 e un'arma potenziata al massimo (+24/+25 per armi normali, +9/+10 per armi speciali).

Sì, il Blasphemous Claw può semplificare una parte specifica della seconda fase del combattimento, permettendoti di interrompere alcuni attacchi chiave di Maliketh se usato con il giusto tempismo.

I danni fisici rapidi sono generalmente più efficaci. I danni sacri sono sconsigliati, poiché Maliketh ha un'alta resistenza a questo tipo di attacchi.

Sconfiggendo Maliketh si ottengono 220.000 rune e la Remembrance of the Black Blade, che può essere scambiata per la spada di Maliketh o l'incantesimo Black Blade.

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Autor Lazzaro Cattaneo
Lazzaro Cattaneo
Sono Lazzaro Cattaneo, un appassionato analista del settore videoludico con oltre dieci anni di esperienza nella scrittura e nella ricerca su videogiochi, hardware ed esports. Ho dedicato gran parte della mia carriera a esplorare le ultime tendenze del mercato, analizzando dettagliatamente le novità e le tecnologie emergenti che influenzano il mondo dei giochi. La mia specializzazione si concentra sull'analisi delle performance hardware e sull'esplorazione delle strategie competitive negli esports, aree in cui mi impegno a fornire contenuti di alta qualità e ben informati. Adotto un approccio che mira a semplificare dati complessi e a presentare analisi obiettive, garantendo che i lettori possano facilmente comprendere e utilizzare le informazioni che offro. Il mio obiettivo è fornire articoli accurati, aggiornati e imparziali, affinché ogni lettore possa fare scelte informate nel vasto universo dei videogiochi e della tecnologia. Mi impegno a mantenere un alto standard di fiducia e professionalità, contribuendo a una comunità di appassionati sempre più consapevole e preparata.

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