Le informazioni chiave sul nuovo Tomb Raider in breve
- Tomb Raider: Legacy of Atlantis è il prossimo gioco in arrivo e ha una data ufficiale: 12 febbraio 2027.
- Tomb Raider: Catalyst è il vero nuovo capitolo narrativo della serie, previsto per il 2027.
- Legacy of Atlantis è una reimmaginazione del debutto del 1996, mentre Catalyst apre una storia inedita in India del Nord.
- Entrambi i giochi usano Unreal Engine 5 e hanno Lara Croft doppiata da Alix Wilton Regan.
- Per l’Italia, il dato più utile è che Legacy of Atlantis avrà testo in italiano al lancio, ma non il doppiaggio completo.
- La vera incognita non è più l’esistenza dei giochi, ma la tenuta del calendario e la riuscita del doppio rilancio della saga.
Qual è davvero il prossimo capitolo di Tomb Raider
Se si vuole essere precisi, il “prossimo” Tomb Raider non è un solo gioco. Il primo a uscire sarà Legacy of Atlantis, cioè la reimmaginazione del debutto di Lara Croft, mentre Catalyst è il capitolo davvero nuovo, quello che spinge la serie in avanti con una storia inedita. Io trovo utile fare questa distinzione subito, perché evita la confusione che spesso nasce quando si parla genericamente di nuovo Tomb Raider.
Ecco il quadro più utile per orientarsi:
| Progetto | Stato | Uscita | Ruolo nella saga | Perché conta |
|---|---|---|---|---|
| Legacy of Atlantis | Annunciato ufficialmente | 12 febbraio 2027 | Reimmaginazione del primo Tomb Raider | Riporta Lara alle origini con un linguaggio moderno |
| Catalyst | Annunciato ufficialmente | 2027 | Nuovo capitolo narrativo | Definisce la direzione futura della serie |
In pratica, chi vuole sapere “che cosa arriva per primo” deve guardare a Legacy of Atlantis; chi vuole capire “dove sta andando davvero Tomb Raider” deve tenere d’occhio Catalyst. Da qui si capisce anche perché i due progetti non vanno letti come una semplice doppia uscita commerciale, ma come una strategia di rilancio molto più ambiziosa.

Che storia e che tono aspettarsi da Lara Croft
Le informazioni ufficiali dicono parecchio sul taglio narrativo. Catalyst porta Lara in India del Nord, dopo un cataclisma mitico che ha risvegliato segreti antichi e forze da controllare. Il cuore del racconto, da quello che è stato mostrato, ruota attorno a fiducia, tradimento e rivalità tra cacciatori di tesori. Io leggo questa scelta come un tentativo chiaro: fare di Lara una protagonista più adulta, meno ingenua, ma ancora spinta dall’istinto di scoperta.
Legacy of Atlantis, invece, lavora sulla memoria della serie. È una reimmaginazione del primo capitolo e punta a riportare il senso di meraviglia del debutto originale: tombe, trappole, luoghi perduti e la caccia allo Scion. Questa doppia impostazione è intelligente, perché parla sia ai fan storici sia a chi vuole un punto d’ingresso meno “carico” di continuità. In altre parole, una porta d’accesso e un passo avanti insieme.
Un dettaglio che per me pesa molto è il cambio di voce di Lara: Alix Wilton Regan interpreta la protagonista in entrambi i giochi. Non è solo un cambio di casting, ma un segnale preciso di continuità creativa e di nuova identità per il personaggio. E proprio la gestione di questa identità sarà il vero test della saga nei prossimi mesi.
Come sarà il gameplay che emerge finora
Qui conviene evitare le semplificazioni. Dalle descrizioni ufficiali emerge un Tomb Raider costruito su esplorazione, enigmi, attraversamento di ambienti pericolosi e combattimenti contestuali, non su un approccio puramente open world. Per Catalyst si parla addirittura del mondo più grande mai visto nella serie, ma io lo interpreto come un mondo più ampio, non necessariamente come una struttura dispersiva o sandbox in senso stretto. La differenza è importante: grandezza non significa automaticamente libertà totale.
Il materiale divulgato punta su alcuni elementi chiave:
- puzzle ambientali più centrali del solito, quindi non solo combattimento;
- traversal più ricca, con Lara che sfrutta agilità e strumenti moderni;
- narrazione più cinematografica, con un ritmo da avventura d’autore;
- uso di Unreal Engine 5, che alza l’asticella su illuminazione, scenari e dettagli;
- un impianto che vuole restare accessibile anche a chi non segue la serie da anni.
Il rischio, quando si cerca di modernizzare un franchise storico, è perdere il bilanciamento tra libertà e tensione. Se il gioco apre troppo, si diluisce; se resta troppo rigido, sembra vecchio. La serie dovrà trovare proprio quel punto intermedio, e da come sono state descritte le prime due uscite sembra che il team stia provando a farlo con due formule complementari. Il problema, a questo punto, non è più capire se Tomb Raider torna, ma capire con quale equilibrio.
Cosa cambia per chi gioca in Italia
Per il pubblico italiano, il dettaglio più concreto riguarda Legacy of Atlantis: al lancio è prevista la localizzazione testuale in italiano, non il doppiaggio completo. È un’informazione che conta più di quanto sembri, perché in un’avventura basata su indizi, dialoghi e lore il testo tradotto fa la differenza, ma il parlato in lingua madre resta un plus che molti giocatori si aspettano da un rilancio così importante.
Conta anche il fronte piattaforme. Legacy of Atlantis arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2. Catalyst, invece, è stato annunciato per PS5, Xbox Series X|S e Steam. Tradotto in modo semplice: la serie si sta muovendo con decisione verso l’attuale generazione, senza dare segnali seri di supporto alle console più vecchie.
Per chi segue il mercato italiano, questo è rilevante anche sul piano dell’acquisto. Se vuoi giocare Tomb Raider al lancio, non stiamo parlando di un progetto “da aspettare e vedere”, ma di un titolo già dimensionato per l’hardware attuale. E, soprattutto, il fatto che l’italiano sia previsto almeno nei testi indica che il publisher considera il nostro mercato abbastanza importante da non lasciarlo fuori dalla prima ondata di localizzazione.
Le indiscrezioni che contano davvero e quelle da ignorare
Quando una saga così visibile torna al centro della scena, le indiscrezioni si moltiplicano. Io, però, distinguerei subito tra rumor utili e rumori di fondo. Quelli utili sono tre: la solidità del calendario, l’impatto della riorganizzazione interna di Crystal Dynamics e la gestione delle nuove tecnologie usate in sviluppo. Il resto spesso è solo frizione da social, che dura un giorno e non cambia davvero la situazione.
Il punto più delicato resta la stabilità della produzione. La ristrutturazione interna avvenuta nei mesi scorsi ha riacceso qualche dubbio sulla continuità dei lavori, ma le comunicazioni ufficiali hanno ribadito l’impegno sul doppio progetto. Questo non significa che i tempi siano scolpiti nella pietra: in produzioni di questo livello gli slittamenti restano sempre possibili. Significa però che, ad oggi, non ci sono segnali seri di cancellazione o di ridimensionamento radicale.
Un altro tema che ha fatto discutere è l’uso di strumenti di intelligenza artificiale in fase preliminare per Legacy of Atlantis. La parte importante, qui, è non farsi trascinare dall’etichetta: le informazioni diffuse parlano di un impiego limitato alle prime esplorazioni creative e a contenuti temporanei, poi sostituiti o rifiniti da artisti umani. La questione può far discutere sul piano etico e produttivo, ma non cambia il fatto principale per il lettore: il gioco è reale, è in lavorazione e ha una finestra d’uscita definita.
Le indiscrezioni da ignorare, invece, sono quelle che danno per scontata una rivoluzione totale del brand o, al contrario, una copia sterile dei capitoli precedenti. La verità, di solito, sta nel mezzo. E nel caso di Tomb Raider il mezzo è già abbastanza interessante da meritare attenzione.
La scommessa vera dietro il ritorno di Lara Croft
Quello che trovo più interessante, da osservatore della scena videoludica, è la logica del rilancio. Con Legacy of Atlantis la serie prova a riagganciare le sue radici, con Catalyst cerca invece di dimostrare che Lara Croft ha ancora molto da dire come protagonista moderna. È una strategia meno banale di quanto sembri, perché permette al franchise di parlare contemporaneamente a due pubblici diversi senza forzarli dentro lo stesso contenitore.
Se questa doppia uscita funzionerà, Tomb Raider potrà tornare a essere percepito non solo come un nome storico, ma come una serie capace di alternare memoria e innovazione. Io guarderei soprattutto a tre segnali nei prossimi mesi: la qualità dei gameplay reveal, la chiarezza sulla localizzazione finale e la tenuta del calendario fino all’uscita. Se questi tre tasselli restano in ordine, non avremo solo un nuovo gioco di Lara Croft, ma un ritorno credibile della saga nel suo insieme.
Per adesso, la risposta più onesta è questa: il futuro di Tomb Raider non è più una nebulosa di ipotesi, ma una roadmap già visibile. E proprio per questo vale la pena seguirla con attenzione, senza farsi trascinare né dall’hype facile né dallo scetticismo automatico.
