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Devil May Cry 5 Recensione - È ancora un action di riferimento?

Walter Benedetti 26 aprile 2026
V, con il suo bastone e i tatuaggi, è pronto per la recensione di Devil May Cry 5.

Indice

Devil May Cry 5 è uno di quei giochi che non ti chiedono di imparare un sistema: ti chiedono di entrarci dentro e di alzare il livello partita dopo partita. In questa recensione di Devil May Cry 5 ti porto dritto al punto: qualità del combat system, resa dei protagonisti, peso della storia, tenuta tecnica e valore reale nel 2026. Se vuoi capire se è ancora uno dei riferimenti dell’action moderno, qui trovi una valutazione concreta, senza slogan.

Un action di altissimo livello, con una storia che resta al servizio del gameplay

  • Il combattimento è il vero motivo per giocarci: rapido, tecnico e basato su ritmo, precisione e creatività.
  • Nero, Dante e V cambiano davvero l’esperienza: ciascuno ha un approccio diverso, con Dante come vetta di complessità.
  • La trama funziona, ma non punta a rubare la scena al gameplay: è un collante carismatico più che un colpo di genio narrativo.
  • La durata della prima run è contenuta, in media circa 10-12 ore, ma il valore cresce molto con rigiocabilità e difficoltà extra.
  • Nel 2026 la versione più completa è la Special Edition su PS5 e Xbox Series X/S; su PC il pacchetto base resta valido, soprattutto con Vergil.

Nero in azione, un'esplosione di energia blu in una stanza devastata. La recensione di Devil May Cry 5 non può che lodare questo spettacolo.

Il combattimento è il vero centro della recensione

Il gioco vive o muore sul combattimento, e qui Capcom ha fatto centro. Ogni scontro è costruito per premiare chi alterna colpi, prese, schivate e aria, senza fermarsi mai nello stesso schema. Il Style Rank, cioè il punteggio che valuta varietà, pulizia e continuità delle combo, non è un ornamento: è il modo in cui il gioco ti spinge a migliorare davvero.

Quello che mi piace di più è che DMC5 non ti chiede di essere perfetto subito. Ti lascia spazio per sbagliare, ma ti fa capire in fretta quando stai giocando in modo troppo prudente. La pressione offensiva paga più della difesa passiva, e questo cambia completamente il ritmo delle partite. Nero rende il sistema immediato grazie ai Devil Breakers, bracci artificiali usa e getta che ampliano le opzioni; Dante porta tutto su un altro piano con stili multipli e un arsenale enorme; V, invece, sposta l’attenzione su un controllo più tattico e meno fisico.

È proprio questa struttura a fare la differenza: non hai un solo combattimento ben fatto, hai tre idee di action che dialogano tra loro. Ed è il passaggio naturale per capire perché i protagonisti contano così tanto.

I tre protagonisti non sono solo una varietà cosmetica

Capcom non si è limitata a cambiare skin o animazioni. Ha costruito tre letture molto diverse dello stesso genere, e questo dà al gioco una profondità che si sente già nelle prime missioni.

Personaggio Cosa offre Limite principale
Nero È il più diretto, aggressivo e leggibile. I Devil Breakers aggiungono varietà senza complicare troppo l’apprendimento. Ha meno flessibilità di Dante e può sembrare più lineare quando vuoi spingerti oltre il livello base.
Dante È il personaggio più ricco e tecnico. Gli stili di combattimento e l’arsenale trasformano ogni scontro in un esercizio di controllo. Richiede più tempo, più memoria muscolare e più volontà di sperimentare.
V Introduce una distanza tattica interessante: tu gestisci il ritmo, mentre i demoni evocati fanno il lavoro sporco. Piace meno a chi vuole il contatto diretto e la risposta immediata del corpo a corpo.

Io trovo che Nero sia il miglior punto d’ingresso, Dante il motivo per restare e V il personaggio che divide di più. Non è un difetto banale: è la prova che il gioco accetta di cambiare ritmo, anche a costo di spiazzare una parte del pubblico. E questo ci porta alla storia, che in DMC5 non è la protagonista assoluta ma ha un ruolo più intelligente di quanto sembri.

La storia funziona perché non prova a fare troppo

La trama di Devil May Cry 5 non vive di sottigliezze. Vive di rivalità, identità, esagerazione e momenti costruiti per far brillare i personaggi nel momento giusto. È una scelta corretta, perché un action di questo tipo non ha bisogno di una sceneggiatura troppo invadente: ha bisogno di una struttura che tenga insieme i combattimenti e dia ai protagonisti una presenza forte.

Il tono oscilla tra il melodramma e il puro spettacolo, e questa alternanza è coerente con la serie. Non tutto è scritto in modo brillante, anzi: in alcuni passaggi la sceneggiatura resta funzionale più che memorabile. Però il cast ha carisma, i dialoghi fanno il loro lavoro e le sequenze più importanti hanno una regia che sa quando spingere sull’acceleratore. Il risultato è una storia che non ruba la scena al gameplay, ma ne rafforza il peso emotivo.

Per me è un equilibrio riuscito, perché evita l’errore opposto: trasformare l’action in un cinema interattivo che interrompe il piacere del gioco. E quando il racconto si appoggia così bene al ritmo, la parte tecnica diventa decisiva.

Tecnica, animazioni e colonna sonora reggono ancora benissimo

Il RE Engine fa il grosso del lavoro. Le animazioni sono pulite, i modelli hanno una presenza molto più credibile rispetto a tanti action più vecchi, e la leggibilità dei colpi resta alta anche nei momenti più frenetici. In un gioco del genere conta più la chiarezza visiva della pura spettacolarità, e DMC5 riesce a essere entrambe le cose.

La direzione artistica punta su scenari aggressivi, luci nette e una costruzione del frame che rende ogni arena riconoscibile. È un titolo che, anche nel 2026, continua a sembrare moderno perché non insegue il realismo sterile: sceglie un’estetica forte e la mantiene coerente. La colonna sonora completa il quadro con una logica molto precisa, soprattutto nelle tracce legate ai singoli personaggi, che trasformano la progressione delle combo in una specie di escalation musicale.

Se c’è un punto in cui la resa tecnica pesa più del solito, è proprio questo: nei giochi d’azione rapidi, anche un piccolo calo di fluidità rovina il feeling. DMC5, invece, costruisce il suo fascino sulla risposta immediata. Ed è il motivo per cui la rigiocabilità resta uno dei suoi veri punti forti.

La longevità vera arriva quando smetti di considerarlo un gioco da finire una volta

La prima partita può sembrare relativamente breve, e in effetti lo è: in media parliamo di circa 10-12 ore se segui la campagna senza perdersi troppo. Ma questa misura racconta solo metà del gioco. La parte davvero sostanziosa arriva con le difficoltà aggiuntive, le missioni segrete, la ricerca dei ranking alti e soprattutto con modalità come Bloody Palace, cioè la sfida a ondate pensata per mettere alla prova riflessi e controllo dei personaggi.

Se vuoi limitarti a vedere i titoli di coda, DMC5 fa il suo dovere ma potrebbe sembrarti contenuto. Se invece entri nel suo linguaggio, il tempo investito cresce in fretta: superare le 20 ore diventa naturale, e chi punta a eseguire combo pulite, a migliorare il punteggio e a salire di difficoltà può restarci molto più a lungo. È qui che il gioco smette di essere solo spettacolare e diventa davvero personale.

Questo porta alla domanda più utile per chi deve scegliere oggi: quale versione ha più senso nel 2026, e quanto cambia davvero tra un’edizione e l’altra?

La versione giusta dipende da dove giochi e da quanto vuoi spendere sul post-lancio

Se parti da zero e giochi su PS5 o Xbox Series X/S, io guarderei subito alla Special Edition. È la forma più completa del pacchetto: aggiunge Vergil come personaggio giocabile, Turbo Mode con velocità aumentata del 20%, Legendary Dark Knight con un numero molto più alto di nemici e opzioni grafiche che includono il ray tracing. Sulle console più recenti contano anche i caricamenti più rapidi e la possibilità di privilegiare fluidità o resa visiva.

Edizione Punti forti Quando conviene
Versione base Offre già l’esperienza centrale, senza fronzoli. Se ti interessa solo il cuore del gioco e lo trovi a buon prezzo.
PC con Vergil Ti dà accesso al combattente aggiuntivo senza cambiare il gioco base. Se giochi su PC e vuoi il contenuto essenziale in più senza inseguire extra meno necessari.
Special Edition È la versione più ricca e rifinita, con nuovi modi di rigiocarlo e una resa tecnica superiore su hardware adeguato. Se vuoi il pacchetto definitivo e hai una console current-gen.
Deluxe Aggiunge contenuti extra come armi, musiche e bonus cosmetici. Solo se sei un completista o vuoi gli extra non essenziali.

Il punto, però, è semplice: il valore di DMC5 non cambia perché compri più contenuti, cambia se scegli la versione che rende meglio il suo combat system. E questa è l’ultima cosa davvero utile da chiarire prima di chiudere.

Nel 2026 lo consiglierei a chi vuole migliorare, non solo arrivare alla fine

Io lo consiglio senza esitazioni a chi ama gli action tecnici, a chi si diverte a rifare gli scontri per farli meglio e a chi cerca un gioco che premi il controllo più della pazienza. È una scelta naturale anche per chi vuole un titolo con identità forte, personaggi riconoscibili e una curva di apprendimento che non si esaurisce in un pomeriggio.
  • , se ti interessano combo, punteggi e padronanza del sistema.
  • , se vuoi un action spettacolare che resti leggibile anche nei momenti più caotici.
  • , se giochi volentieri più volte lo stesso contenuto per perfezionarti.
  • Con prudenza, se cerchi una storia molto profonda o un mondo da esplorare in stile open world.

Per me Devil May Cry 5 resta ancora oggi uno dei riferimenti del genere perché sa esattamente cosa vuole essere: un action elegante, veloce e tecnico, che premia chi investe tempo nel capirlo davvero. Se vuoi un gioco che ti dia soddisfazione già al primo impatto ma continui a crescere con te, qui trovi ancora una scelta solidissima.

Domande frequenti

Sì, Devil May Cry 5 rimane un action di altissimo livello. Il suo combat system tecnico e la varietà dei personaggi lo rendono ancora un punto di riferimento, specialmente nelle versioni più complete come la Special Edition.

Il combat system è il cuore del gioco. Offre un'esperienza rapida, tecnica e profonda, premiando la creatività e la padronanza delle combo. Ogni personaggio (Nero, Dante, V) offre uno stile di gioco unico e gratificante.

La prima run della campagna dura circa 10-12 ore. Tuttavia, la vera longevità emerge con le difficoltà aggiuntive, le missioni segrete, il Bloody Palace e la rigiocabilità per migliorare i punteggi e le combo.

Per PS5 o Xbox Series X/S, la Special Edition è la più completa, con Vergil giocabile, Turbo Mode e Ray Tracing. Su PC, la versione base con il DLC di Vergil offre già un'esperienza eccellente.

La trama è funzionale e carismatica, ma non è il focus principale. Serve a tenere insieme i combattimenti e a dare spessore ai personaggi, senza rubare la scena al gameplay. È un ottimo collante narrativo per l'azione.

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Autor Walter Benedetti
Walter Benedetti
Sono Walter Benedetti, un esperto nel mondo dei videogiochi, delle guide, dell'hardware e degli esports con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Ho dedicato gran parte della mia carriera a analizzare le tendenze del mercato videoludico e a scrivere articoli dettagliati che aiutano i lettori a comprendere le ultime innovazioni e sviluppi. La mia specializzazione si concentra sulla valutazione delle prestazioni hardware e sull'analisi delle strategie di gioco, offrendo contenuti che siano sia informativi che coinvolgenti. Adotto un approccio che mira a semplificare dati complessi, garantendo che le informazioni siano accessibili a tutti, dai neofiti ai giocatori esperti. La mia missione è fornire contenuti accurati, aggiornati e obiettivi, affinché i lettori possano prendere decisioni informate nel loro percorso nel mondo dei videogiochi e degli esports. Con un impegno costante verso la qualità e la veridicità, sono qui per accompagnarvi in questo entusiasmante viaggio nel gaming.

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