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The Ascent - Recensione: Merita ancora giocarci?

Artes Palumbo 22 febbraio 2026
La recensione di The Ascent: tre guerrieri cyberpunk si preparano alla battaglia su uno sfondo rosso fuoco, con un grattacielo illuminato da un logo al neon.

Indice

The Ascent è uno di quei giochi che impressionano subito e poi chiedono al giocatore di accettare qualche compromesso. Ti mette nei panni di un lavoratore intrappolato nell’arcologia della megacorporazione The Ascent Group, proprio mentre quel sistema collassa e il caos prende il controllo dei distretti. In questa recensione guardo al suo cuore vero: il combattimento isometrico, l’ambientazione cyberpunk di Veles, la progressione da action RPG e i limiti strutturali che emergono dopo le prime ore. Il punto non è solo capire se sia bello, ma capire per chi funziona davvero e dove invece resta più forte l’idea che la rifinitura.

I punti essenziali da tenere a mente prima di scegliere The Ascent

  • È uno sparatutto isometrico con elementi RPG, quindi il ritmo del combattimento conta più della trama.
  • Il gunplay è la parte più riuscita: preciso, esplosivo e sostenuto da armi e abilità ben differenziate.
  • Veles e l’estetica cyberpunk sono il vero colpo d’occhio, ma non sempre il level design resta allo stesso livello.
  • La co-op fino a quattro giocatori alza il divertimento e rende l’esperienza più scorrevole.
  • La struttura funziona meglio se ami atmosfera, loot e build; meno se cerchi un RPG profondo e ultrarifinito.

Che tipo di esperienza offre davvero The Ascent

Io lo leggo come un incrocio tra sparatutto a doppia levetta e action RPG. Questo significa che ti muovi e miri in modo separato, con una lettura dell’azione molto più fisica di quanto sembri a prima vista, ma anche che ogni scontro deve avere un peso concreto nella progressione del personaggio. The Ascent riesce bene quando ti chiede di scegliere coperture, gestire la distanza, cambiare arma al momento giusto e investire in abilità che modificano davvero il tuo stile di gioco.

Il gioco non vuole essere un grande racconto corale, né un RPG pieno di bivi e conseguenze. Punta piuttosto su una loop molto chiara: entri in una zona, leggi il pericolo, svuoti il caricatore, raccogli bottino, migliori l’equipaggiamento e riparti. È una struttura onesta, quasi diretta, che funziona perché non finge di essere altro. Ed è proprio qui che si capisce perché il combattimento deve funzionare: senza di lui, il resto crollerebbe.

Perché il combattimento tiene in piedi tutto il progetto

Il gunplay è la parte più convincente del pacchetto. Ogni arma ha un comportamento abbastanza distinto da cambiare il ritmo degli scontri, e le abilità cybernetiche aggiungono quella dose di controllo che impedisce all’azione di diventare una semplice pioggia di colpi. Il risultato è un sistema che premia il posizionamento più di quanto premi l’istinto puro: se ti muovi bene, leggi meglio il campo e usi i potenziamenti con tempismo, gli incontri diventano molto soddisfacenti.

Mi piace soprattutto il fatto che il gioco non lasci tutto alla potenza di fuoco. Le abilità e i gadget spezzano la routine: un impulso ad area, una difesa temporanea o un potenziamento ben gestito possono ribaltare uno scontro che sembrava perso. Quando il bilanciamento gira, l’effetto è quello giusto: ti senti competente senza sentirti invincibile.

  • Le armi cambiano davvero il modo di affrontare un combattimento, non solo il numero dei danni.
  • Le abilità aggiungono lettura tattica e riducono la sensazione di ripetizione.
  • I nemici più resistenti ti costringono a spostarti, non a restare fermo a premere il grilletto.

È un vantaggio enorme, perché un action RPG con prospettiva isometrica vive o muore sulla qualità dei suoi scontri. A quel punto resta da vedere se il mondo che lo ospita riesce a sostenere questa energia.

Scena cyberpunk notturna con insegne al neon e grattacieli. La recensione di

L’ambientazione cyberpunk è il suo vero punto di forza

Qui The Ascent fa il salto di qualità. Veles non è solo uno sfondo pieno di neon: è una megastruttura verticale, soffocante, sporca e credibile nel suo eccesso. La sensazione di vivere dentro un sistema corporativo che ha già divorato i propri abitanti è chiarissima, e questo dà peso persino alle missioni più semplici.

Elemento Cosa fa bene Effetto nella recensione
Verticalità dell’arcologia Trasmette scala e oppressione Rende il mondo riconoscibile al primo sguardo
Neon, metallo e pioggia Costruiscono una coerenza visiva forte Il colpo d’occhio resta tra i migliori del genere
Disegno sonoro Dà peso alle armi e alle macchine Ogni scontro sembra più fisico

Il limite, però, è il solito dei mondi molto belli da guardare: dopo l’impatto iniziale, alcune aree tendono a somigliarsi troppo. Non è un difetto grave, ma obbliga il level design a fare qualcosa in più per non trasformare la meraviglia in abitudine. E quando quel trucco non riesce, il gioco mostra la sua struttura più lineare di quanto l’estetica lasci credere.

Dove la struttura mostra i suoi limiti

È qui che la recensione diventa più severa. The Ascent non crolla, ma lascia intravedere le sue ambizioni superiori al grado di rifinitura. La mappa non è sempre intuitiva, il backtracking può appesantire il ritmo e alcune missioni si reggono più sulla quantità di combattimenti che su una vera varietà di obiettivi.

  • Narrativa funzionale ma non memorabile: serve a motivare l’azione, non a dominarla.
  • Progressione discreta, però non abbastanza profonda da soddisfare chi cerca un RPG molto tecnico.
  • Ripetizione di base nelle missioni secondarie, che rischiano di sembrare riempitivo.
  • Picchi di difficoltà non sempre lineari, soprattutto se arrivi con una build poco curata.
  • Reputazione tecnica segnata dal lancio: oggi il quadro è più solido, ma l’immagine di gioco “imperfetto” è rimasta.

In altre parole, il problema non è che The Ascent faccia tutto male. Il problema è che, quando smette di stupire, deve reggere il confronto con la propria struttura, e lì emergono alcune scelte da progetto indipendente che si fanno sentire. Proprio per questo il modo in cui lo giochi, da solo o con altri, cambia parecchio il giudizio finale.

Da solo o in co-op cambia parecchio

La co-op fino a quattro giocatori è una parte importante del valore complessivo. Da solo, The Ascent è più leggibile e più tattico; in compagnia, invece, diventa più caotico ma anche più generoso, perché gli scontri si accorciano e l’energia generale sale. Se stai valutando l’acquisto, questa differenza non è secondaria: cambia il ritmo, la tolleranza ai difetti e perfino il tipo di build che ha più senso usare.

Modalità Punti forti Limiti A chi la consiglierei
Da solo Maggiore controllo, migliore lettura del campo, tono più immersivo Più peso dei picchi di difficoltà e dei tempi morti A chi vuole un’esperienza più metodica e non teme qualche sbilanciamento
Co-op Più divertimento immediato, scontri più dinamici, migliore tenuta delle sessioni lunghe Più confusione visiva e meno attenzione ai dettagli del level design A chi cerca un action da condividere e non ha problemi con il caos controllato

Qui il verdetto è abbastanza netto: se hai un gruppo fisso, il gioco sale di valore. Se giochi quasi sempre in solitaria, resta valido, ma chiederebbe una pulizia complessiva superiore per diventare davvero eccellente. E da qui la domanda finale diventa pratica, non teorica: quando conviene ancora sceglierlo?

Quando conviene ancora sceglierlo

Io lo consiglierei senza esitazione a chi cerca un cyberpunk action con identità forte, esplosioni leggibili e una progressione che non pretende di essere complessa in modo artificiale. Se ti piacciono i giochi in cui l’atmosfera conta quanto il sistema di combattimento, The Ascent ha ancora molto da dire. Se invece per te un buon RPG deve avere una trama più incisiva, missioni sempre diverse e una rifinitura quasi impeccabile, qui troverai un’esperienza più affascinante che completa.

  • Vale la pena se ami gli sparatutto isometrici, il bottino e le combinazioni tra armi, abilità e potenziamenti.
  • Rende meglio in co-op, soprattutto con amici che accettano il ritmo action puro.
  • Convince meno se cerchi un racconto centrale o un mondo aperto davvero elastico.
  • È più facile da raccomandare quando lo consideri un acquisto di atmosfera e non un riferimento assoluto del genere.

La mia lettura finale è questa: The Ascent non è il cyberpunk più rifinito in circolazione, ma è uno di quelli che lasciano un segno visivo e ludico molto preciso. Se accetti i suoi limiti e vuoi un gioco che sappia ancora sorprendere con un mix di estetica, azione e tensione da arcologia in rovina, resta una scelta sensata anche oggi.

Domande frequenti

È principalmente un action isometrico con elementi RPG. Il focus è sul combattimento dinamico e sulla gestione dell'equipaggiamento, piuttosto che su una trama complessa o scelte narrative profonde.

Sì, il gunplay è considerato la parte più riuscita. Le armi sono ben differenziate e le abilità cybernetiche aggiungono profondità tattica, rendendo gli scontri gratificanti e vari.

No, Veles non è solo estetica. L'arcologia verticale e opprimente contribuisce all'immersione e dà peso alle missioni, creando un'atmosfera unica e credibile nel suo eccesso.

Entrambe le modalità sono valide. In singolo è più tattico, in co-op (fino a 4 giocatori) diventa più caotico ma anche più divertente e dinamico, riducendo i tempi morti e i picchi di difficoltà.

È consigliato a chi cerca un action cyberpunk con forte identità visiva, buon gunplay e progressione non eccessivamente complessa. Meno indicato per chi cerca un RPG con trama profonda e rifinitura impeccabile.

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Autor Artes Palumbo
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Sono Artes Palumbo, un esperto nel settore dei videogiochi, con anni di esperienza nell'analisi del mercato e nella scrittura di contenuti specializzati. Ho dedicato gran parte della mia carriera a esplorare le ultime tendenze nel mondo dei videogiochi, delle guide strategiche e dell'hardware, nonché nel dinamico universo degli esports. La mia passione per il gaming mi ha portato a sviluppare una conoscenza approfondita delle meccaniche di gioco e delle tecnologie emergenti, permettendomi di offrire articoli che semplificano dati complessi e forniscono analisi obiettive. Sono impegnato a garantire che i miei lettori ricevano informazioni accurate e aggiornate, contribuendo così a una comunità di appassionati ben informati e coinvolti. La mia missione è quella di fornire contenuti di alta qualità che non solo intrattengano, ma che educano e ispirano, aiutando i lettori a navigare nel vasto mondo dei videogiochi e delle nuove tecnologie.

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