Il punto non è soltanto se un nuovo episodio esista davvero, ma quando potrebbe diventare concreto e con quali segnali capire che l’ipotesi sta passando dal desiderio alla pianificazione. Sul fronte di The Last of Us 3, però, la situazione nel 2026 è ancora fatta più di prudenza che di certezze. Qui metto ordine tra conferme, rumor e scenari realistici sull’uscita del possibile terzo capitolo.
Le informazioni che contano davvero oggi
- Non c’è un annuncio ufficiale di un terzo capitolo principale.
- Naughty Dog ha già indicato il suo prossimo gioco: Intergalactic: The Heretic Prophet.
- Una finestra di uscita credibile non esiste ancora, quindi ogni data circolata online resta speculazione.
- Il franchise è vivo grazie a remaster, collezioni e serie TV, ma questo non equivale a sviluppo di un nuovo gioco.
- Se il terzo capitolo arriverà, sarà quasi certamente un titolo single-player ad alto profilo, non un contenuto secondario.
Lo stato reale del progetto oggi
Parto dal dato secco: non esiste un annuncio ufficiale di un nuovo capitolo principale. Sul blog di PlayStation, Naughty Dog ha indicato Intergalactic: The Heretic Prophet come il proprio prossimo gioco, in sviluppo per PS5 e avviato dal 2020. In parallelo, Neil Druckmann ha spiegato di voler concentrare il suo focus sui progetti futuri dello studio. Tradotto in modo semplice: il terzo capitolo, oggi, non è una release calendarizzata ma al massimo un’ipotesi creativa.
Questa distinzione conta molto, perché nel settore un’idea non è ancora una produzione in corso, e una produzione non annunciata non ha una finestra di lancio pubblica. Io la leggo così: finché non arriva una comunicazione chiara, qualsiasi data resta un esercizio di immaginazione, non una previsione affidabile.
Ed è proprio qui che entra in gioco il tema più delicato: quanto tempo richiederebbe davvero una finestra di uscita credibile.Perché una data oggi sarebbe soltanto un’ipotesi
Un gioco di questa scala non nasce in pochi mesi. Scrittura, prototipazione, level design, performance capture, rifinitura tecnica e test richiedono un ciclo lungo, soprattutto se lo studio è già impegnato su un’altra IP di peso. Per questo, nel 2026, parlare di uscita imminente per il terzo capitolo è poco realistico.
| Fattore | Stato nel 2026 | Effetto sul possibile sequel |
|---|---|---|
| Annuncio ufficiale | Assente | Nessuna finestra di lancio pubblica |
| Progetto prioritario dello studio | Intergalactic | Assorbe tempo e risorse creative |
| Direzione narrativa | Nessuna roadmap confermata | Non c’è ancora un percorso comunicabile al pubblico |
| Presenza del brand | Alta, tra remaster e TV | Il marchio resta forte, ma non equivale a un nuovo gioco |
La mia lettura, quindi, è semplice: chi promette un’uscita ravvicinata sta vendendo più desiderio che informazione. Se un terzo episodio dovesse davvero entrare in produzione dopo il ciclo attuale dello studio, io non cercherei una data prima di un teaser ufficiale con piattaforma e periodo di lancio.
Prima però vale la pena capire quali segnali hanno convinto tanti fan che il progetto fosse già più avanti di quanto sembri.

Gli indizi che hanno acceso le speculazioni
Le teorie sul futuro della saga nascono quasi sempre da una miscela di dichiarazioni creative, post social e letture molto ottimistiche. Il problema è che molti confondono un’idea narrativa con uno sviluppo attivo. Sono due cose diverse, e in un progetto così grande possono restare separate per anni.
| Indizio | Lettura corretta | Limite |
|---|---|---|
| Vecchie aperture su “un altro capitolo” | Esiste almeno una riflessione narrativa sul futuro | Non prova che il gioco sia in produzione |
| Messaggi più cauti arrivati dopo | Lo studio non vuole promettere troppo | Non equivale a una cancellazione |
| Merchandising, remaster e ricorrenze del brand | Il marchio resta commercialmente forte | È marketing, non una conferma creativa |
| Interesse continuo della community | La domanda del pubblico è ancora alta | La domanda non accelera automaticamente lo sviluppo |
Qui, secondo me, si gioca la parte più interessante: il franchise è abbastanza amato da generare aspettative continue, ma proprio per questo ogni indizio viene ingigantito. Io terrei separati i due piani. Il primo è quello delle idee, il secondo è quello del calendario produttivo. Solo il secondo conta davvero quando si parla di uscita.
Da questo punto di vista, il terzo capitolo non va letto come un semplice seguito, ma come una decisione creativa che deve avere un motivo forte per esistere.
Cosa dovrebbe offrire un terzo capitolo per avere senso
Per me, il vero nodo non è “se si può fare”, ma “perché farlo”. The Last of Us ha già chiuso archi emotivi molto pesanti e molto definitivi. Un eventuale nuovo episodio dovrebbe giustificarsi con un tema forte, non con il solo richiamo del marchio.
- Un centro emotivo chiaro, non una storia costruita solo per allungare la saga.
- Una nuova tensione morale, capace di distinguersi da vendetta, perdita e redenzione già esplorate.
- Un motivo concreto per tornare su personaggi noti oppure una base narrativa abbastanza forte da reggere nuovi protagonisti.
- Un’evoluzione del gameplay che non sia soltanto rifinitura tecnica, ma aggiunga qualcosa di riconoscibile.
In altre parole, un terzo capitolo avrebbe senso solo se portasse un’idea inevitabile, non semplicemente desiderabile. Questo è il filtro che uso sempre quando valuto un sequel narrativo: se la storia non ha un’urgenza, l’uscita perde valore prima ancora di avere una data.
E proprio il calendario interno di Naughty Dog aiuta a capire perché, oggi, la discussione su un lancio vicino non stia in piedi.
Il posto del franchise nel calendario di Naughty Dog
Il presente dello studio parla più forte di qualsiasi rumor. Quando un team annuncia una nuova IP e la descrive come il suo prossimo grande lavoro, quel progetto diventa la priorità narrativa, tecnica e produttiva. Il resto si sposta inevitabilmente più avanti.
| Progetto | Stato nel 2026 | Impatto sul possibile terzo capitolo |
|---|---|---|
| Intergalactic: The Heretic Prophet | In sviluppo attivo | Rimanda l’eventuale sequel più in là |
| Serie TV di The Last of Us | Ancora in corso | Mantiene il brand visibile, ma non decide la roadmap del gioco |
| Remaster e raccolte | Già sul mercato | Servono a tenere vivo il catalogo, non a confermare un nuovo episodio |
| Terzo capitolo | Non annunciato | Nessuna data credibile da stimare oggi |
Questo calendario conta più di qualunque leak. Se lo studio è concentrato su una nuova IP, il terzo capitolo passa in coda. Per come leggo oggi la situazione, un eventuale reveal avrebbe più senso come progetto da fine generazione o oltre, non come uscita vicina. E non lo dico per fare il prudente a tutti i costi: lo dico perché i tempi di Naughty Dog, storicamente, non sono mai stati rapidi.
A quel punto, la vera domanda diventa un’altra: come si riconosce un annuncio serio da una voce di corridoio?
I segnali che separano un vero annuncio da una voce di corridoio
Se devo essere pratico, oggi considererei credibile solo una comunicazione che includa piattaforma, genere e un orizzonte di lancio almeno indicativo. Tutto il resto, dai post ambigui ai rumor su forum e social, resta materiale da discussione, non da calendario.
- Teaser ufficiale pubblicato dagli account dello studio o di PlayStation.
- Indicazione della piattaforma, perché senza quella non c’è una roadmap reale.
- Finestra temporale esplicita, anche ampia, che trasformi il rumor in progetto pubblico.
- Presenza in un evento maggiore, come uno State of Play o un showcase Sony.
- Tono coerente con una produzione avviata, non con un semplice richiamo al franchise.
Finché non compaiono questi elementi, il terzo capitolo resta un’ipotesi affascinante ma non calendarizzabile. Io oggi lo terrei d’occhio come possibile progetto futuro, non come uscita imminente. E in una fase così, la scelta migliore è seguire gli annunci ufficiali e non confondere il rumore intorno al brand con un vero percorso di sviluppo.
