Questa guida pratica a Elden Ring ti aiuta a partire con il piede giusto: cosa fare nelle prime ore, quali statistiche contano davvero, come leggere la progressione e quando fermarti a esplorare invece di insistere contro un boss. Io la imposterei così perché il gioco premia più la lucidità che l'aggressività cieca, soprattutto all'inizio. Ho incluso anche una rotta semplice per Limgrave e un richiamo al DLC, così non ti perdi tra base game e contenuti aggiuntivi.
Le decisioni giuste nelle prime ore valgono più di un livello in più
- La classe iniziale conta, ma solo per rendere più comode le prime ore.
- Vigore e potenziamento dell'arma valgono più di un danno stat tirato su troppo presto.
- Limgrave, la Penisola del Pianto e Liurnia sono la rotta più sicura per arrivare preparati a Stormveil.
- Le evocazioni, i salti in attacco e il guard counter fanno una differenza enorme contro i nemici più ostici.
- Shadow of the Erdtree richiede il gioco base e l'accesso passa da Radahn e Mohg.
Che tipo di gioco è davvero Elden Ring
Elden Ring non è un Souls "più grande" e basta: è un action RPG open world che ti lascia spazio, ma non ti perdona se confondi libertà con improvvisazione. Il punto non è correre verso il prossimo boss, bensì capire quando esplorare, quando tornare indietro e quando investire rune in sopravvivenza invece che in danno.
Io lo leggo come un gioco a tre tempi: esplorazione per raccogliere risorse e mappe, preparazione del personaggio e poi scontro con i boss principali. Se salti il primo e il secondo, il terzo diventa molto più duro di quanto dovrebbe. Per questo una buona guida non deve solo dirti dove andare, ma anche perché quella scelta ti semplifica la vita.
Ed è proprio da qui che ha senso partire: costruire un personaggio credibile prima ancora di pensare a una build perfetta. Per farlo senza sprechi, bisogna iniziare da classe, statistiche e una progressione che non ti faccia rimpiangere ogni runa spesa.
Come iniziare senza sprecare rune
La classe iniziale conta meno di quello che sembra, ma non è inutile. Io consiglio di sceglierla in base a quanto vuoi essere permissivo con te stesso nelle prime ore: se vuoi margine d'errore, meglio un fisico robusto; se vuoi distanza e controllo, meglio magia o fede.
| Classe iniziale | Quando la sceglierei | Perché funziona | Limite reale |
|---|---|---|---|
| Vagabondo | Se vuoi corpo a corpo solido e tanti errori perdonati | Più robustezza, armatura comoda e avvio molto semplice | Parte meno esplosivo di altre opzioni |
| Samurai | Se vuoi ritmo veloce, mobilità e un approccio offensivo | Arma affidabile, buon equilibrio tra attacco e difesa | Richiede schivate più pulite |
| Astrologo | Se vuoi giocare a distanza e accetti una curva più fragile | Danno sicuro da lontano e buon controllo degli scontri | Se il nemico ti entra addosso, soffri di più |
| Profeta o Confessore | Se vuoi fede, cure e una build più flessibile | Utility alta e più soluzioni tattiche | Rende meglio quando hai già chiaro il tuo piano |
Per un primo run, Vagabondo e Samurai sono i due compromessi più comodi se vuoi combattere senza sentirti fragile. Astrologo è fortissimo, ma ti chiede disciplina sul posizionamento. Profeta e Confessore funzionano bene se ti piace un ruolo più flessibile, con cure e supporto.
La vera priorità, però, non è la classe: è la distribuzione delle statistiche. Alza Vigore per primo, perché più vita significa più margine per imparare i pattern. Poi investi nel requisito minimo dell'arma che vuoi usare, tenendo come regola pratica di non inseguire subito danno puro. Una lama normale a +3 o +4, oppure un'arma speciale a +1 o +2, ti restituisce spesso più valore di molti punti buttati in Forza o Destrezza troppo presto.
Qui entra in gioco il concetto di soft cap, cioè il punto in cui ogni punto investito rende meno di prima: in Elden Ring conviene pensare prima alla solidità e solo dopo all'ottimizzazione. Se ti sistemi così il personaggio, la rotta iniziale diventa molto più semplice da leggere.

Il percorso più sensato tra Limgrave, la Penisola del Pianto e Liurnia
Se vuoi evitare il classico muro contro Margit dopo due ore di gioco, la strada più pulita è questa: esplora Limgrave con calma, recupera i frammenti di mappa, prendi Torrente, sblocca i siti di grazia utili e fai esperienza con i dungeon minori prima di bussare alla porta del Castello di Grantempesta. Io farei così anche se mi sentissi già sicuro, perché il gioco ti premia sempre con risorse, materiali e soprattutto familiarità con il ritmo degli scontri.
- Completa il tutorial e segui la prima spinta verso la Chiesa di Elleh e Gatefront.
- Recupera il frammento di mappa della zona e la cavalcatura; senza questi due appoggi l'esplorazione è più lenta e meno leggibile.
- Vai alla Terza Chiesa di Marika per prendere la fiasca speciale che ti permette di combinare due effetti molto utili nei boss lunghi.
- Scendi nella Penisola del Pianto se vuoi un'area più tollerante per salire di livello e testare l'arma senza pressione.
- Torna verso Stormveil solo dopo aver portato l'arma a un livello decente e aver sistemato Vigore in modo dignitoso.
- Passa a Liurnia quando hai bisogno di più spazio per crescere, completare quest e iniziare a definire una build più precisa.
In termini di boss, una sequenza indicativa e prudente è Margit, Godrick, Rennala, quindi l'espansione verso le zone successive. Non è un binario rigido, ma è una progressione che riduce gli attriti e ti impedisce di buttarti contro muri pensati per un personaggio più preparato. Dal momento che hai una direzione chiara, il passo successivo è capire quali meccaniche sfruttare davvero in combattimento.
Le meccaniche che cambiano davvero il combattimento
Il combattimento di Elden Ring diventa molto più semplice quando smetti di cercare solo il colpo perfetto e inizi a usare il sistema nel modo giusto. La differenza la fanno pochi strumenti, ma vanno usati con regolarità: guard counter, attacchi in salto, status, evocazioni e gestione del carico.
Il guard counter vale più di quanto sembri
Bloccare con uno scudo o con un'arma adatta e rispondere subito con un colpo pesante è uno dei modi più affidabili per rompere il ritmo di molti nemici. Funziona meglio contro avversari aggressivi che ti costringono a restare vicino, e meno contro attacchi elementali o pattern che ti spezzano la guardia troppo facilmente.
Gli attacchi in salto rompono la postura
La postura, o stance, è la resistenza invisibile che un nemico ha prima di andare in stun. I colpi in salto, soprattutto con armi pesanti, la consumano rapidamente e spesso aprono la finestra giusta per il colpo critico. È una delle cose più sottovalutate dai nuovi giocatori, perché sembra meno elegante della schivata, ma nel concreto è molto più efficiente.
Le evocazioni non sono una scorciatoia sporca
Le Ceneri degli Spiriti non servono solo a rendere "facile" il gioco: servono a darti tempo, a dividere l'aggro e a leggere meglio i pattern. Se un boss ti schiaccia perché non hai ancora imparato il suo ritmo, evocare è una scelta intelligente, non una resa. La stessa logica vale per il multigiocatore cooperativo: usarlo quando serve fa parte dell'ecosistema del gioco.
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Il carico medio è il punto di equilibrio migliore
Restare sotto il 70% del carico equipaggiato ti mantiene sul rotolamento medio, che per me è il miglior compromesso tra mobilità e protezione. Il rotolamento leggero è piacevole ma non essenziale, mentre il carico pesante punisce troppo facilmente gli errori di timing. Se stai costruendo una prima run, la priorità è non sentirti impacciato.
Quando queste meccaniche diventano abituali, il gioco si apre davvero: a quel punto non scegli più solo cosa potenziare, ma anche che stile di build regge meglio il tuo modo di giocare.
Le build semplici che funzionano al primo run
Io sconsiglio di partire con una build troppo ibrida. All'inizio perdi più tempo a rincorrere requisiti che a imparare il gioco. Molto meglio una struttura pulita, con obiettivo chiaro e un'arma che senti tua.
| Build | Per chi | Punto forte | Limite reale |
|---|---|---|---|
| Forza | Chi vuole colpire duro e semplificare i duelli | Stagger facile, danno affidabile, scudi più utili | Più lenta e meno permissiva se sbagli posizionamento |
| Destrezza e status | Chi preferisce ritmo veloce e mobilità | Buona pressione, bleed e weapon arts molto efficaci | Chiede precisione e non perdona il panico |
| Magia | Chi ama controllare lo spazio | Range, versatilità, danno sicuro da lontano | Consumare FP e restare esposto è facile |
| Fede e ibrida | Chi vuole buff, cure e strumenti tattici | Molto flessibile, ottima qualità della vita | Rende al meglio solo con una progressione ordinata |
Se mi chiedi quale partirei io, rispondo così: Samurai o Vagabondo per un primo viaggio equilibrato, Astrologo se vuoi giocare a distanza e accetti una curva iniziale più fragile. In ogni caso, più avanti puoi sempre rifare il personaggio con Rennala, quindi non c'è motivo di bloccarti su una scelta iniziale come se fosse definitiva.
La build giusta, in pratica, è quella che ti fa imparare senza trasformare ogni scontro in un esercizio di frustrazione. Questo vale ancora di più se stai pensando di affrontare anche l'espansione.
Shadow of the Erdtree va affrontata al momento giusto
Bandai Namco lo chiarisce in modo esplicito: l'espansione richiede il gioco base, e per entrarci bisogna aver sconfitto Radahn e Mohg. Tradotto: non è contenuto da toccare appena finisci il tutorial mentale delle prime ore, ma una tappa da affrontare quando il personaggio è già costruito e tu hai preso confidenza con il linguaggio del gioco.
Il mio consiglio è semplice: prima completa una run solida nel gioco base, poi entra nella Terra delle Ombre con un'arma ben aggiornata e una build già definita. Nel DLC le nuove risorse e i nuovi potenziamenti hanno senso solo se sai già come leggere i nemici, perché l'espansione alza la richiesta di precisione e non premia chi arriva con un approccio improvvisato.
Se stai iniziando oggi, considera l'espansione come un secondo blocco di gioco, non come una deviazione da infilare a metà strada. Ti godrai molto di più entrambe le parti se separi progressione base e contenuto aggiuntivo.
Gli errori che vedo fare più spesso
- Distribuire le rune su troppe statistiche - il personaggio sembra completo, ma rende poco ovunque.
- Ignorare il Vigore - basta un boss più aggressivo per scoprire che il danno non serve se muori in due colpi.
- Non potenziare l'arma - in Elden Ring l'upgrade dell'equipaggiamento conta più di molti livelli messi a caso.
- Andare in heavy load senza volerlo - il rotolamento lento rovina il tempismo e allunga gli errori.
- Affrontare tutto in linea retta - se Margit ti schiaccia, spesso la risposta giusta è esplorare, non insistere.
- Trattare evocazioni e spiriti come un ripiego - sono parte del gioco, soprattutto nella prima run.
- Entrare nel DLC troppo presto - il salto di difficoltà si sente di più se il tuo personaggio è ancora grezzo.
Molti dei problemi più frustranti non nascono dalla difficoltà in sé, ma da una preparazione incompleta. Una volta corretto quel punto, il gioco resta duro, ma diventa molto più onesto.
La sequenza che consiglierei a chi comincia adesso
Se dovessi condensare tutto in una rotta unica, partirei così: esplora Limgrave, sblocca Torrente, prendi le mappe, porta Vigore a un livello rispettabile, potenzia un'arma sola invece di inseguirne cinque, poi chiudi la Penisola del Pianto prima di tornare a Stormveil. Da lì, Liurnia ti offre lo spazio giusto per costruire il resto del personaggio senza sprechi.
La parte più importante di Elden Ring, per me, non è battere il boss più veloce possibile, ma capire quando il gioco ti sta dicendo di fare un passo indietro, respirare e tornare più preparato. È questa mentalità che trasforma una run caotica in una run leggibile.
Se tieni insieme sopravvivenza, upgrade dell'arma e una build semplice, il resto segue con molta più naturalezza. Ed è proprio lì che Elden Ring smette di sembrare un muro e diventa quello che è davvero: un grande viaggio da gestire con pazienza, curiosità e un po' di disciplina.
